Chi è Umberto Miletto?

Umberto Miletto

Umberto Miletto è un personal trainer altamente specializzato, che da anni mette la sua pluriennale esperienza al servizio del benessere psico-fisico dei suoi clienti.

Lo studio e la formazione

Umberto Miletto ha un curriculum ricco di qualifiche e competenze nel suo campo. Si tratta infatti di un professionista molto conosciuto in Italia, la cui carriera ebbe inizio nel lontano 2005. Nel corso di quell’anno, il personal trainer avviò il suo centro dedicato al benessere fisico, ed è ancora oggi il principale punto di riferimento per i clienti appassionati del settore. La sua fama è dovuta anche al canale personale di YouTube aperto nel 2006 (oggi questo vanta oltre 400.000 iscritti). Dopo aver conseguito la laurea di primo livello si iscrisse alla specialistica in “Scienze e Tecniche dell’Allenamento“, finendo a pieni voti. Successivamente cominciò a seguire il corso “ISSA” per divenire un professionista Personal Trainer: un lavoro che in quel momento era forse poco conosciuto. In quegli anni cominciò a lavorare in palestra come “istruttore di sala attrezzi”, aiutando le persone a prendersi cura di sé seguendo personali programmi di allenamento. Fu solo nel 2005 che decise di aprire uno studio privato, continuando tuttavia a investire nello studio e nella formazione personale. La svolta avvenne con Youtube: un canale che permette al professionista di far conoscere le sue importanti competenze, cominciando così ad essere apprezzato e conosciuto nel suo settore.

Formazione sportiva e corsi mirati per il benessere psico-fisico

Umberto Miletto da più di 20 anni è dedito alla formazione sportiva, con corsi mirati online o dal vivo. Il suo scopo è quello di migliorare il tenore di vita dei suoi clienti, trasmettendo il suo sapere legato al benessere e alla salute, tramite delle sedute di allenamento, dei consigli e suggerimenti utili per mantenersi sempre in forma e in benessere. Il professionista si occupa anche di formazione, fornendo quegli insegnamenti teorici e pratici che permettono di eccellere in questo lavoro.

Le consulenze personalizzate

Umberto Miletto https://umbertomiletto.com/ si occupa anche di fornire consulenze personalizzate ai suoi clienti, che si possono recare nello studio privato per avere un contatto diretto. La consulenza è mirata a fornire un aiuto valido totalmente personalizzato allo stile di vita del soggetto, nel primo incontro si cercherà di valutare la sua composizione corporea e fisica in generale, in seguito il professionista rilascerà un programma d’allenamento da compiere nel corso delle settimane, affiancandolo a un programma di consigli nutrizionali.

Le guide e i corsi mirati

La diffusione delle conoscenze acquisite in tanti anni di studio e pratica, vengono diffuse da Umberto Miletto attraverso numerosi tutorial, schede, video e pubblicazioni. Le varie fonti contengono consigli e programmi sulle più svariate tematiche: suggerimenti di bodybuilding per le donne, consigli sull’alimentazione e sull’utilizzo degli strumenti di allenamento. Tra video-corsi, guide e programmi di allenamento forniti gratis, Umberto Miletto è diventato uno dei professionisti più ricercati nel suo settore, perché dedito al suo lavoro con grande professionalità e passione.

Il choaching online

Il servizio di choaching online  permette ai potenziali clienti di usufruire di una consulenza completamente personalizzata, con la possibilità di svolgere l’allenamento in autonomia ma essere seguiti a distanza. Per raggiungere gli obiettivi sarà necessario seguire le direttive del professionista in modo rigoroso, anche se gli allenamenti verranno strutturati tenendo conto delle esigenze e delle necessità del cliente. Tra il professionista e il cliente viene a instaurarsi una rapporto di fiducia, nel corso delle prime settimane l’allievo dovrà sottoporsi a un impegno importante: gli esercizi praticati verranno registrati tramite un video che lo stesso professionista esaminerà, in modo da comprovarne la correttezza nel compimento degli esercizi. Si tratta di un servizio maggiormente adatto (e dunque consigliato) a chi possiede delle basi nel settore dell’allenamento fisico.

3 attrezzi per fare esercizi all’aperto

attrezzi per allenarsi fuori casa
Con l’avvento della bella stagione l’allenamento indoor inizia ad andare leggermente stretto e si manifesta forte la voglia di uscire all’aria aperta per svolgere la propria attività fisica.
Un ottimo modo per mantenere la linea e allo stesso tempo respirare aria in libertà, servendosi di una serie di attrezzi utili con le giuste caratteristiche.
Si tratta di oggetti di piccole dimensioni, che possono massimizzare il lavoro svolto dai muscoli e rendere ancora più intenso l’allenamento svolto all’esterno.
Lo scopo è quello di ottenere un buon risultato senza avere con sé dispositivi particolarmente ingombranti, così da viaggiare comodi e leggeri.

Un set di bande elastiche

Cosa c’è di più versatile di un numero variabile di bende di tutte le dimensioni?
Si tratta di attrezzi perfetti per fare esercizio all’aperto, poiché entrano agevolmente nello zaino, non ingombrano, ma allo stesso tempo permettono di allenare i muscoli opponendo loro resistenza.
Si posizionano infatti sulle cosce o attorno alle caviglie, effettuando così dei movimenti di apertura e chiusura più o meno ampi a seconda della forza.
Lo scopo è quello di potenziare l’esercizio e rendere più difficoltoso in movimento, senza snaturare l’attività.
In commercio esistono soluzioni appartenenti a ogni fascia di prezzo, con set più o meno numerosi a seconda delle esigenze e del tipo di esecuzione che si intende fare.
L’ideale sarebbe correre all’interno di un parco e fermarsi di tanto in tanto sull’erba, sdraiare un tappetino e apporre le proprie bande elastiche agli arti inferiori proprio quando il muscolo è ancora caldo, così da evitare gli strappi che possono avvenire se la zona non è pronta alla sollecitazione improvvisa.
Per rimanere sempre trendy anche a livello si attrezzatura, è possibile acquistare kit personalizzati dai migliori brand del settore, realizzati in colori vivaci e con scritte moderne.

La corda per saltare

Passiamo adesso a un attrezzo intramontabile, che viene usato da uomini e donne che decidono di cimentarsi in ripetizioni più o meno lunghe di salti.
Il vantaggio di un oggetto di questo genere è proprio la sua estrema versatilità, poiché può essere utilizzato sia in palestra che all’aria aperta con estrema facilità.
Occupa infatti uno spazio decisamente ridotto all’interno della sacca e può essere prelevato e riposto senza alcuna fatica.
Consente inoltre di effettuare un allenamento completo, perché sollecita contemporaneamente gli arti inferiori, i glutei, gli addominali e le spalle.
Il suggerimento è quello di iniziare in maniera meno intensa, così da capire il corpo come reagisce e non creare un trauma improvviso alle giunture poco abituate a saltare.
Con il dovuto allenamento, invece, sarà consentito aumentare i giri, la velocità e articolare maggiormente il tipo di coreografia eseguita, così da andare a scolpire il corpo nelle zone critiche con un allenamento aerobico intenso e continuativo.
Il prezzo di una corda per saltare non è mai eccessivo e nei rivenditori del settore è possibile trovare prodotti adatti a tutte le tasche.

Il set per gli addominali

Dopo aver allenato adeguatamente la parte inferiore è giunto il momento di dedicarsi a quella superiore, andando a delineare l’addome in tutte le sue fasce muscolari.
Sono attualmente in vendita degli utili set dedicati alla zona, che comprendono tra le altre cose una ruota di piccole dimensioni alla quale sono ancorate lateralmente due maniglie. Lasciando il peso del corpo sulle ginocchia, si può far rotolare il dispositivo avanti e indietro, ritornando alla posizione iniziale con l’aiuto degli addominali.
Lo stesso principio può essere applicato per gli articoli riservati alla parte laterale della zona, che presentano dei manici e una ruota inferiore scorrevole che consente di sollecitare fasce muscolari differenti.
Ancora una volta è possibile tirare fuori questo set all’interno di un parco e utilizzarlo sull’apposito tappetino o direttamente sull’erba.

Bonus verde 2021, ecco come sistemare terrazzi e giardini con gli incentivi

Bonus verde 2021, ecco come sistemare terrazzi e giardini con gli incentivi

Per i terrazzi, per i giardini e per le aree scoperte delle abitazioni, anche nel 2021 si potrà beneficiare del cosiddetto bonus verde che è stato prorogato. In particolare, il bonus verde 2021 non è altro che una detrazione fiscale, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), che è pari al 36% a patto che sui giardini, sui terrazzi e sulle aree scoperte degli immobili i lavori sostenuti siano sempre e solo di natura straordinaria.

Quali lavori di rifacimento rientrano nel bonus verde 2021

Gli interventi di natura straordinaria, ammessi per la fruizione del bonus verde 2021, devono infatti essere di rifacimento. Per esempio, gli interventi che sono finalizzati alla realizzazione di giardini pensili o di coperture a verde. Oppure i lavori per la sostituzione di siepi o per avviare interventi che sono finalizzati a grandi potature.

Rientrano nel bonus verde del 2021, inoltre, pur i lavori che sono finalizzati alla realizzazione di pozzi o di impianti di irrigazione, ed in generale per la sistemazione a verde di aree scoperte ad uso privato per gli edifici esistenti ed anche per le relative pertinenze. Detrazione Irpef al 36%, con il bonus verde 2021, pure per i lavori che sono finalizzati a recuperare le aree verdi di giardini che sono di interesse storico.

A chi spetta la detrazione Irpef al 36% per sistemare i terrazzi ed i giardini

Al bonus verde del 2021 possono accedere i proprietari di immobili che hanno sostenuto le relative spese per il rifacimento di giardini e di terrazzi. E lo stesso dicasi per i nudi proprietari, per gli affittuari, per i comodatari, e per chi sull’immobile dove vengono effettuati i lavori possiede un diritto reale di godimento come, per esempio l’usufrutto.

Come si calcola il bonus verde del 2021 e come deve essere ripartito in quote

Per poter accedere al bonus verde del 2021, prima di tutto, il pagamento dei lavori eseguiti non può essere mai effettuato in contanti, ma sempre e solo utilizzando dei metodi, dei sistemi e dei servizi di tracciabilità delle transazione come, tra gli altri, il bonifico bancario o il bonifico postale.

Detto questo, su un massimale di spesa ammesso che è pari a 5.000 euro, e quindi con un bonus verde 2021 che in ogni caso non può essere superiore a 1.800 euro, la detrazione Irpef al 36% dovrà essere ripartita in 10 quote annuali aventi pari importo.

Nel massimale di 5.000 euro, inoltre, rientrano pure gli eventuali costi che, connessi ai lavori di rifacimento del verde, sono riconducibili a spese di progettazione e/o di manutenzione. In più, nel rispetto dei limiti indicati, il bonus verde del 2021 è un incentivo accessibile pure per i costi sostenuti dal condominio per la realizzazione di interventi sulle parti comuni che sono esterne all’immobile.

Quando il bonus verde 2021 non spetta, dai lavori in economia alla manutenzione ordinaria

Pur realizzando i lavori sulle aree verdi, invece, il bonus 2021 che è rappresentato dalla detrazione Irpef al 36% non è fruibile e quindi accessibile in caso di lavori in economia e, in linea generale, quando gli interventi, come sopra accennato, non sono di natura straordinaria. E quindi niente incentivi quando, per esempio, gli interventi realizzati su giardini e su terrazzi non sono altro che dei lavori di manutenzione periodica che, tra l’altro, non apportano modifiche e/o innovazioni.

Normativa e prassi per il bonus verde 2021, siamo arrivati alla terza proroga

Per quest’anno, il bonus verde del 2021 è arrivato alla terza proroga. Introdotto infatti con la Legge di bilancio del 2018, l’agevolazione è stata prorogata una prima volta con la Legge numero 145 del 2018 (proroga valida per l’anno 2019). Una seconda volta con il Decreto legge numero 162 del 2019 (proroga valida per l’anno 2020), ed una terza con la Legge numero 178/2020 (proroga valida per il 2021).

Svetlana Tomasevschi: età, professione e progetti

L’Italia è uno dei Paesi peggiori d’Europa per gender pay gap. Il World Economic Forum ha stilato il report Global Gender Gap 2021, che vede l’Italia al 63° posto su 156 Paesi.

Un salto verso l’alto, visto che nella rilevazione precedente era al 76° posto.

Un Paese in cui ancora troppe donne non lavorano (1 donna su 2) e se lo fanno non riescono ad essere competitive con i colleghi uomini.

Infatti, in Italia ci sono solo il 28% di manager donna, la cifra più bassa in Europa insieme a quella di Cipro. La differenza salariale poi è altissima: le donne ricevono il 5,6% di stipendio in meno rispetto ai colleghi uomini pari grado, secondo il Wef, e il 12% secondo Eurostat.

Insomma, l’Italia non è un Paese per donne; del resto, sappiamo tutti quanto affermarsi sia difficile e la strada per il successo segue regole rigide e sacrificanti.

Ma, nonostante ciò, alcune donne riescono a farcela: Svetlana Tomasevschi è una di queste.

Svetlana Tomasevschi : la formazione

Esperta nel marketing, Svetlana Tomasevschi si è laureata a 35 anni  presso l’Università di Venezia in Marketing e Gestione delle imprese, una facoltà che prepara le giovani menti al complesso mondo del business facendo acquisire competenze di respiro internazionale.

Svetlana ha una passione per i temi ecologici, la sostenibilità ambientale, e le differenti fonti energetiche alternative, ed è sfruttando questa sua inclinazione che ha lavorato per quattro anni come responsabile marketing nel settore delle energie rinnovabili del gruppo Green Power SPA; un’esperienza estremamente formativa che l’ha arricchita sia professionalmente che umanamente.

Oggi Svetlana Tomasevschi, forte delle sue esperienze e preparazione di alto livello che la contraddistinguono, si trova a svolgere il ruolo di capo dell’Ufficio Marketing di Marchio di Fabbrica.

Una grande agenzia creativa con tre diverse sedi (Milano, Mestre e Udine) che ha lavorato per grandi brand come Adidas, Mizuno, Aprilia Racing, Diadora, Piaggio, Pitti.

Ma oltre a questo ruolo nell’agenzia, c’è molto di più.

Svetlana Tomasevschi tra blogging e social

Con la sua pagina Instagram da 92 mila followers e il suo blog Behind seguitissimo, Svetlana Tomasevschi ha intrapreso il suo personale progetto di storytelling in cui racconta la sua vita, le sue passioni e il suo lavoro.

Comunicatrice raffinata, mescola con la fotografia una narrazione densa e suggestiva, fatta di brevi pensieri, una sorta di haiku giapponesi ai tempi dei social.

L’arte e lo sport dominano la sua narrazione che si dirama tra scene di vita quotidiana e selfie.

“Io racconto il mio modo di scoprire me stessa e il mondo che mi circonda attraverso le immagini. Le mie passioni, i miei sogni e le mie contraddizioni mi compongo, mi rappresentano. Mi piace pensare che condividendo tante piccole parti di me si possa comporre questa mia continua mutazione ed evoluzione”, afferma Svetlana nella sua introduzione del blog.

Mutazione, evoluzione e condivisione sono concetti chiave della sua Weltanschauung personale che si esplica attraverso scorci di momenti rubati alla frenesia del vivere quotidiano.

Le sue foto mostrano un talento artistico solidificatosi in anni di pratica e ricerca.

Atleta infaticabile, Svetlana Tomasevschi conduce workout settimanali in cui allena il suo fisico nel crossfit, una tipologia di fitness esploso negli ultimi dieci anni che permette di creare fisici tonici e asciutti, grazie a circuiti intensi di cardio e pesi alternati molto duri.

Ma per Svetlana Tomasevschi ogni difficoltà è una sfida che la stimola e aiuta a migliorarsi, e così, anche nello sport riesce ad eccellere e integrarlo nella sua vita quotidiana e sui social.

Svetlana Tomasevschi è una professionista poliedrica e interessante, che è riuscita a superare il gender gap italiano e diventare una donna di successo.

 

Pulizia infissi: cosa fare a seconda del materiale dell’infisso?

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Gli infissi sporchi possono essere un problema non soltanto estetico, ma anche di efficienza perché a lungo andare incrostazioni e polvere possono danneggiare i materiali con cui vengono realizzati. Anche se la gamma è praticamente illimitata, gran parte delle porte e delle finestre vengono realizzate in alluminio, PVC, legno oppure combinazioni di questi tre per questioni economiche e di efficienza.

Ognuno di questi materiali deve essere trattato con prodotti che non lo danneggino, ma che riescano a eliminare tutto lo sporco con facilità. Prima di cominciare a pulire, conviene sempre dare un’occhiata alla composizione dei detergenti per non fare danni.

Per ogni materiale sempre prodotti sicuri

Se ci si trova di fronte ad una finestra o una porta con l’intelaiatura in alluminio nudo, solitamente anodizzato, bisogna sempre prestare un occhio per controllare che non sia presente una polverina biancastra molto sottile e farinosa.

Si tratta di un problema ben noto chiamato comunemente cancro dell’alluminio e che a lungo andare può corrodere in profondità l’infisso. Di solito è legata alla presenza di sodio oppure di cloro nei prodotti, quindi è importante leggere la composizione prima di utilizzarli. Per fortuna si tratta di un problema che si forma con molta lentezza, non basta sbagliare una volta detergente per danneggiare le intelaiature.

Per l’alluminio non bisogna mai utilizzare prodotti che contengano alte concentrazioni di cloro oppure soda caustica, perché attaccano la superficie e danneggiano l’anodizzazione in maniera a volte irreparabile, rendendola opaca e permettendo all’ossidazione di penetrare in profondità.

Molto meglio utilizzare un sapone neutro, oppure prodotti a base alcolica, ma se lo sporco è particolarmente untuoso si può anche impiegare benzina e prodotti a base di idrocarburi per eliminare macchie specifiche. In questo caso occorrono le dovute protezioni e bisogna sempre controllare che l’alluminio non sia stato ricoperto con materiale plastico che altrimenti potrebbe anche sciogliersi e riempirsi di bolle. Bastano poche gocce in carta assorbente per trattare piccole macchie indurite, ma bisogna evitare il contatto con le guarnizioni.

Il legno è un materiale molto diffuso per la realizzazione degli infissi, soprattutto per le civili abitazioni, ma di solito non si trova nudo, poiché altrimenti marcisce. I prodotti da utilizzare non devono contenere solventi aggressivi, benzene e trielina, perché sia le vernici idrofobe che quelle a base poliuretanica possono subire danni notevoli.

Molto meglio un panno umido e un sapone neutro, evitando sempre di utilizzare spazzole dure e altri accessori abrasivi, perché potrebbero graffiare la vernice. Esistono comunque spugne dotate di un lato fibroso, simili a quelle per le pentole col fondo in teflon, che rispetta sia il legno che la protezione.

Attualmente moltissimi infissi vengono realizzati o protetti con il PVC, un materiale plastico estremamente robusto, elastico e resistente alla luce solare oltre che a gran parte degli agenti chimici. Infissi di questo tipo possono essere trattati tranquillamente anche con prodotti che contengono cloro e soda caustica per eliminare grasso e unto ostili.

Bisogna sempre evitare idrocarburi, benzina e trielina perché danneggiano superficialmente il materiale, lo rendono poroso e lo opacizzano, lasciando nel migliore dei casi una patina biancastra che tende poi a screpolarsi.

Usare sempre gli strumenti più efficaci

Per quanto riguarda le attrezzature per la pulizia degli infissi, si devono utilizzare spugne, anche montate sulle apposite prolunghe, strizzandole sempre prima di utilizzarle, perché l’acqua in eccesso finirebbe per sporcare in terra senza offrire nessun vantaggio.

Si possono anche utilizzare panni in microfibra, perché riescono a eliminare gran parte dello sporco intrappolandolo e permettono una distribuzione ottimale dei prodotti.

Nel caso di persiane, la strada migliore è sempre quella del panno umido con il detergente, anche se il lavoro può risultare noioso e lungo perché bisogna sempre pulire fra le doghe, specie se sono mobili, per evitare che si possano inceppare.

Anche il vapore oppure un’idropulitrice sono ottime soluzioni per eliminare lo sporco, soprattutto quello particolarmente intenso, ma di solito conviene effettuare un trattamento preliminare per sciogliere le tracce più untuose e indurite che altrimenti potrebbero resistere ad ogni sforzo. La strategia migliore per non dover combattere contro lo sporco più difficile, comunque, resta sempre quella di pulire gli infissi con una buona frequenza.

Torta estiva senza cottura: la crostata di frutta

Torta estiva senza cottura

Quando i primi caldi si fanno sentire e sui banchi dei mercati iniziamo a sentire il profumo delle fragole, la primavera sta dando il meglio di sé. È in questo clima che spesso ci viene voglia di un dolce fresco, leggero e allo stesso tempo goloso. Che sia da portare per un pranzo tra amici o da gustare nella comodità della propria casa, i dolci primaverili sono sempre apprezzati. Se siete stanchi della solita cheesecake ai frutti di bosco, ci sono tante altre alternative. Qualche esempio? Continuate a leggere per scoprire una torta estiva senza cottura alla frutta perfetta per i pomeriggi estivi!

Questa torta estiva senza cottura è davvero l’ideale se fa troppo caldo per accendere il forno. Calcolate, però, che questa torta estiva senza cottura ha bisogno di almeno 4/5 ore tra preparazione e riposo in frigo. In più, può essere un modo alternativo e goloso per presentare la frutta ai ragazzi, che sicuramente ne andranno matti. Infine, con un po’ di inventiva e manualità, si può arrivare a delle decorazioni davvero sceniche!

Ingredienti

  • 130 grammi di burro
  • 270 grammi di biscotti secchi tipo Digestive
  • 500 grammi di panna fresca liquida per dolci
  • un baccello di vaniglia
  • 75 grammi di zucchero
  • 8 grammi di gelatina in fogli
  • frutta fresca a piacere

Procedimento

Innanzitutto iniziate a sciogliere il burro. Potete farlo sia con il classico metodo a bagnomaria che direttamente in microonde alla minima potenza e controllando mano a mano. Dopodiché, lasciate che il burro si freddi. Nel mentre potete continuare a preparare la vostra base. In un mixer o in un robot da cucina dotato di lame versate i biscotti secchi e tritateli finché non otterrete una consistenza sbriciolosa. Passateli quindi in una ciotola capiente e aggiungete il burro precedentemente fuso. Amalgamate il tutto finché non otterrete un composto omogeneo e il burro sarà completamente assorbito dai biscotti. Fatto ciò, potete trasferire l’impasto ottenuto in uno stampo adeguato. L’ideale è uno stampo da crostata con diametro di 23 centimetri. Ancora meglio se è dotata di cerchi rimovibile o a cerniere, in modo da facilitarvi il compito quando dovrete estrarre la torta per servirla.

Distribuite in modo omogeneo il composto di burro e biscotti sul fondo e appiattitelo con un cucchiaio o con le mani finché la superficie non sarà livellata. Assicuratevi di coprire in modo uniforme sia la base che i bordi, in quanto dovranno contenere il ripieno. Ora la vostra base è pronta per andare in frigo per almeno mezz’ora. Così facendo, avrà il tempo di rassodarsi.

Dopodiché, passate alla preparazione del ripieno. Versate dell’acqua fredda in una ciotola e lasciate i fogli di gelatina in ammollo. Potete seguire le istruzioni riportate sulle confezioni, ma generalmente sono sufficienti dieci minuti.

In un pentolino o in un tegame scaldate la panna fresca liquida per dolci a fuoco basso. Quando la panna è in procinto di bollire, prima che raggiunga il bollore unite i semi del baccello di vaniglia aiutandovi con la punta di un coltello. Fatto ciò, unite lo zucchero e mescolate energicamente con una frusta da cucina. Quando avrete ottenuto un composto liscio e omogeneo, spegnete il fuoco.

Recuperate i fogli di gelatina messi a mollo, strizzateli e uniteli alla panna calda continuando a mescolare con la frusta fino al completo scioglimento. Ora potete trasferire il composto in una ciotola e coprirlo con una pellicola trasparente affinché si raffreddi. Non dimenticate di praticare dei piccoli fori sulla pellicola: così facendo il calore può dissiparsi più velocemente. In questo passaggio potete anche unire il baccello di vaniglia e lasciarlo in infusione, se desiderate un aroma più intenso.

Quando il composto avrà raggiunto la temperatura ambiente, mescolatelo ancora una volta e poi unitelo alla base che avete riposto in frigo. Ovviamente, se avete deciso di lasciare il baccello di vaniglia in infusione, questo è il momento giusto per toglierlo. Potete scegliere sia di versalo tramite una brocca che con un mestolo, mano a mano.

Riponete nuovamente la base con la panna in frigo e lasciatela freddare altre tre ore. Maneggiate lo stampo con cura in quanto in questa fase la panna può risultare ancora abbastanza liquida e potrebbe rovesciarsi o traboccare.

Mentre la torta riposa in frigo, potete apprestarvi a preparare la frutta. Potete scegliere quella che più vi aggrada tra tutte quelle di stagione. In più, se avete un po’ di fantasia, manualità e creatività, potete sbizzarrirvi tra forme, colori e accostamenti.

Quando la torta si sarà freddata e rassodata a sufficienza, potete procedere a decorarla con la frutta che avete già tagliato e preparato.

Planimetria Catastale: tutto quello che c’è da sapere

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Se hai finalmente trovato la casa che cercavi oppure nel caso in cui tu sia coinvolto in una donazione, una permuta o semplicemente tu volessi effettuare degli accertamenti, per te sarà fondamentale avere in mano una serie di documenti, tra cui la planimetria castale.

Tra l’altro, a partire dal 1 Luglio 2020, tale documento va presentato obbligatoriamente a seguito di una compravendita immobiliare.

La planimetria catastale è tuttavia necessaria anche nel caso in cui si vogliano presentare pratiche e certificazioni edilizie.

Il documento, serve a tutti gli effetti a calcolare la rendita catastale di un immobile con più precisione.

Ma vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta

La planimetria catastale è la rappresentazione grafica (piantina) di un’unità immobiliare registrata presso il catasto, quale potrebbe essere ad esempio un appartamento, un box, un ufficio o un negozio.

Tale piantina, viene generalmente fornita in scala 1:200 o 1:100, la quale può essere richiesta unicamente dal titolare (intestatario o erede) dell’immobile o da un suo delegato.

Il documento, rappresenta a tutti gli effetti una sorta di “carta d’identità” dell’immobile, in quanto ne riporta le principali caratteristiche; ovvero tutte le superfici che compongono lo stesso (stanze, balconi, cortili, terrazze).

Solitamente all’interno dello stesso vengono anche riportate le destinazioni d’uso dei locali, quali ad esempio la cucina indicata con la lettera K, i bagni, indicati con la lettera B e così via.

Questa piantina viene predisposta unicamente da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) e depositata presso il catasto, a cura e spese del proprietario del fabbricato.

Per poter richiedere una planimetria catastale è necessario disporre dei dati catastali; quali foglio, particella ed eventuale subalterno e rivolgersi ad un tecnico abilitato, il quale potrà provvedere ad espletare la pratica, inviando opportuna richiesta all’Ufficio Provinciale del Catasto a cui l’immobile fa riferimento.

La planimetria catastale, richiedibile digitalmente presso il Catasto, è l’ultima depositata a seguito di eventuali variazioni apportate all’unità immobiliare o l’unica piantina disponibile dopo la costruzione e conseguente accatastamento dell’immobile.

Tuttavia, il rilascio delle planimetrie catastali non riferite allo stadio attuale o, comunque, non presenti nella banca dati informatizzata è richiedibile soltanto negli archivi cartacei, per il quale è previsto un supplemento inerente dei tributi speciali catastali, oltre all’imposta di bollo, a fronte del quale viene consegnata copia conforme secondo le modalità previste per tutte le certificazioni catastali.

Quando è necessario aggiornarla

Nel caso in cui vengano svolti dei lavori all’interno di un immobile, i quali portano a delle modifiche a livello strutturale, è necessario aggiornare la planimetria catastale.

Questo passaggio è obbligatorio soprattutto nel caso in cui si decidesse di vendere l’immobile, infatti bisogna per forza di cose produrre una planimetria che sia conforme alla reale situazione dell’abitazione.

Come richiedere una Planimetria Catastale Online

Attualmente, EasyVisure rappresenta un punto di riferimento nel settore dei servizi catastali; infatti è possibile ottenere una planimetria in poche ore, direttamente sulla casella mail indicata in fase di richiesta e acquisto.

Tale piattaforma, offre anche un supporto gratuito, 24 ore su 24, 7 giorni su 7; oltre a proporre una vasta gamma di altri servizi inerenti la Camera di Commercio, l’ACI PRA e Certificati Anagrafici.

Il medesimo servizio è raggiungibile anche sui principali social network; infatti è presente su Facebook, Twitter e LinkedIn.

Molto spesso, su questi canali, vengono proposte offerte molto vantaggiose, seppur i loro prezzi siano già fortemente competitivi, se non tra i più bassi rispetto ai competitor presenti in rete.

Nel caso specifico di una planimetria catastale, parliamo di un prezzo che attualmente è inferiore a 10€.

Per cui, qualora vi serva una planimetria catastale e vogliate ottenerla in modo pratico e veloce, EasyVisure è la soluzione giusta!

Pulizie per uffici a Torino con Attiva

pulizie e sanificazione di uffici a torino
Gli spazi condivisi quotidianamente da molte persone hanno sempre bisogno di una pulizia approfondita e giornaliera per eliminare ogni traccia di polvere e di sporco, lucidare i pavimenti e scrivanie, con prodotti professionali e assicurando una corretta sanificazione.

Proprio di ciò si occupa Attiva, che da anni è presente sul capoluogo piemontese, fornendo servizi di pulizia in diversi settori.

Piccoli e grandi uffici a Torino richiedono il massimo della cura per essere sempre in ordine e per permettere a chi ci lavora, ogni giorno, di trovarsi in un ambiente ottimale, sano e ordinato. Sia che si tratti di uffici aperti al pubblico, sia di luoghi di lavoro per liberi professionisti, l’igiene è fondamentale.

Pulizia ordinaria per gli uffici

Ogni giornata lavorativa lascia dietro di sé tanti piccoli problemi che devono essere risolti, eliminando polvere, tracce e macchie di caffè e anche le impronte a terra quando fuori piove.Questo è sempre stato importante per garantire un ambiente sano, rilassato e professionale, evitare allergie da polvere e da acari e per offrire un’immagine di efficienza e di cura del dettaglio per ogni attività.

Le squadre per la pulizia ordinaria di uffici di Attiva entrano in azione dopo la chiusura e si occupano di ogni dettaglio grande e piccolo, dallo svuotamento dei cestini all’eliminazione sistematica di ogni segno di sporco che può essere rimasto.

La polvere, le macchie e le cartacce vengono eliminate con professionalità e puntualità prima di passare le pulitrici per il pavimento, igienizzando tutte le superfici con prodotti che si impiegano anche per la sanificazione, garantendo così un ambiente di lavoro sano e godibile nel tuo ufficio a Torino e in provincia.

Le finestre vengono pulite accuratamente per eliminare gli aloni e le tracce di calcare, mentre si provvede anche ad arieggiare gli ambienti per eliminare ogni segno di aria pesante e permettere ai detergenti di evaporare completamente, così che il giorno dopo non ci siano odori strani o fastidiosi con cui convivere ma soltanto quello fresco, dell’igiene assoluta.

Particolare attenzione viene dedicata ai computer e ai loro schermi, per non graffiare o lasciare aloni che potrebbero disturbare i dipendenti durante il giorno, sempre utilizzando prodotti studiati per questo tipo di accessori che ne rispettino i materiali e la fragilità delle componenti elettroniche.

Pulizia straordinaria

A fianco degli interventi quotidiani, ogni ufficio ha bisogno periodicamente di essere pulito in maniera più approfondita, eliminando così anche la polvere che si può essere accumulata sui mobili, nei tappeti e nelle sedute. Tutte le superfici porose vengono accuratamente aspirate per togliere pelucchi e altri residui che vi si possono essere nascosti, come per esempio le briciole di spuntini.In questo tipo di interventi più impegnativi vengono anche effettuati trattamenti contro gli acari che si nascondono nelle fibre tessili delle poltrone e della moquette, la pulizia accurata delle finestre che, oltre a quella ordinaria, hanno bisogno con una certa frequenza di essere sgrassate per mantenere più a lungo la loro perfetta trasparenza.

Negli ultimi mesi a questi interventi si sono affiancate anche le sanificazioni con i prodotti selezionati dal Ministero della Salute per eliminare completamente ogni traccia di contagio dalle superfici, come maniglie, citofoni, corrimano, porte e scrivanie per il massimo della sicurezza sul posto di lavoro.

Tutto viene fatto nel completo rispetto delle normative attuali, con minuzia e attenzione, scegliendo i trattamenti più adatti per ogni parte dell’ufficio, riservando una cura speciale al mobilio di pregio e alle postazioni dei singoli dipendenti.

Durante le pulizie straordinarie a Torino, inoltre, Attiva offre un servizio di controllo di tutti i vani tecnici che solitamente non richiedono sopralluoghi, per eliminare ogni traccia di sporco che può mettere a rischio le apparecchiature e le utenze, con personale altamente selezionato in grado di intervenire anche in ambienti particolari come sale server e altri spazi che richiedono molta attenzione.

Servizi su misura per il tuo ufficio

Tutti i servizi professionali di questa azienda possono essere schedulati in base alle specifiche esigenze del tuo ufficio, con cadenza quotidiana, settimanale oppure periodica, in base anche al tipo di attività.

Possono proporti piani mirati per pulizia estensiva ed intensiva con molte soluzioni e promozioni pensate per offrirti il massimo del servizio sempre ad un costo assolutamente conveniente, con il massimo della discrezione e della puntualità.

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Riso allo zafferano: ricetta per prepararlo al meglio

riso zafferano

Lo zafferano rappresenta una delle spezie maggiormente amate e utilizzate all’interno della cucina italiana; si tratta non soltanto di un qualcosa di molto versatile, ma anche di un prodotto facilmente reperibile all’interno di supermercati e non solo. Per questo motivo, sono tante le ricette che possono essere realizzate con questa spezia, tra cui figura senza alcun dubbio il celebre risotto allo zafferano, di indubbia bontà e dal gusto squisito che appassiona tutti. Ovviamente, la prima volta potrebbe sembrare difficile realizzare un piatto simile ma si tratta, in realtà, di una procedura non troppo difficoltosa: ecco tutto ciò che c’è da sapere per prepararlo al meglio. 

Ingredienti per preparare il risotto allo zafferano

La prima cosa che c’è da sapere, naturalmente, per comprendere quale sia la ricetta del risotto allo zafferano riguarda la gamma degli ingredienti di cui bisogna servirsi per portare a termine questo stesso piatto. Vale la pena considerare che questi stessi siano molto reperibili, e per questo motivo non bisogna assolutamente temere a proposito del costo totale della ricetta. Allo stesso tempo, si tratta di ingredienti che permettono di ottenere un piatto leggermente calorico, ma comunque rientrante in un certo tipo di fabbisogno giornaliero: un piatto di riso allo zafferano, infatti, garantisce l’assunzione di 626 Kcal, data soprattutto la presenza di burro.

Seguono gli ingredienti in questione:

  • Zafferano in pistilli 1 cucchiaino
  • Riso Carnaroli 320 g
  • Burro 125 g
  • Cipolle 1
  • Grana Padano DOP da grattugiare 80 g
  • Vino bianco 40 g
  • Acqua q.b.
  • Brodo vegetale 1 l
  • Sale fino q.b.

Come preparare il riso allo zafferano

A questo punto, dopo aver considerato tutti gli ingredienti necessari al fine di realizzare un buon risotto allo zafferano, si può sottolineare nello specifico quale sia il metodo di preparazione dello stesso, passo dopo passo. In primo luogo bisognerà mettere i pistilli in un bicchiere e ricoprirli d’acqua, in modo da essere coperti completamente. In questo modo, lasciandoli in acqua tutta la notte si otterrà il brodo vegetale per portare a termine la propria ricetta.

Per preparare il riso, invece, bisognerà inserire parte del burro all’interno di un tegame, sciogliendolo a fuoco dolce e aggiungendo la cipolla tritata; dopo aver atteso circa 10-15 minuti la propria cipolla sarà stufata e pronta all’utilizzo. A questo punto sarà la volta del riso, che dovrà essere aggiunto all’interno del tegame stesso: basterà attendere 3 o 4 minuti per permettere ai chicchi di tostarsi, e poi di evaporare. Cuocendo il riso per 20 minuti bisognerà aggiungere, saltuariamente, un po’ di brodo vegetale precedentemente ottenuto, sia per insaporire il proprio piatto, sia per sfumare di tanto in tanto e ottenere un riso perfetto. Una volta terminato con il proprio processo definitivo sarà la volta di mantecare per bene il piatto, attraverso formaggio e pistilli di zafferano che possano offrire la caratteristica colorazione dorata. 

Il riso allo zafferano è un piatto ottimo per qualsiasi tipo di cucina regionale, caratterizzando un primo particolarmente richiesto e anche un piatto da ordinare in ristorante: allo stesso tempo non è possibile congelare il medesimo per troppo tempo. E’ sconsigliato congelarlo, dal momento che perderebbe di ogni sapore, ma si può conservare per un paio di giorni in frigo, utilizzando un contenitore ermetico. 

Assistenza per anziani a domicilio: consigli per gestirla al meglio

assistenza anziani

Sono tantissime le famiglie italiane che si trovano ogni giorno a decidere come gestire la quotidianità di un parente anziano. La popolazione del nostro Paese, da diverso tempo a questa parte, sta andando incontro a un progressivo aumento dell’età media.

Entrando nel vivo delle varie situazioni, è il caso di citare il fatto che, in molti frangenti, si ha la necessità di gestire a domicilio il parente di età avanzata. Attenzione: non è detto che l’assistenza per anziani a domicilio sia da scegliere solo nei casi in cui la persona è in grado di gestire in maniera minimamente autonoma la sua quotidianità.

Può infatti capitare di avere a che fare con situazioni di anziani gestiti a domicilio e allettati. I motivi dietro alla scelta di non optare per la casa di riposo sono numerosi e profondamente legati alle singole situazioni familiari, che possono essere caratterizzate da implicazioni psicologiche relative anche all’individualità dei parenti del soggetto di terza età.

Chiarita questa doverosa premessa, vediamo assieme alcuni consigli utili per gestire nel migliore dei modi le situazioni in cui si opta per l’assistenza domiciliare di un parente anziano.

L’importanza di predisporre gli spazi

Nel momento in cui si decide di valutare l’assistenza domiciliare per un parente anziano, è molto importante predisporre adeguatamente gli spazi in casa. Questo significa, per esempio, dedicare un armadio o un mobile più piccolo ai presidi per l’incontinenza, se necessari.

Nelle situazioni in cui l’anziano è allettato, può essere utile, così da dare all’operatore lo spazio massimo di manovra, spostarlo in una camera da letto diversa dalla sua se è troppo piccola.

Il rapporto con il medico curante

Quando si parla dei consigli relativi alla gestione domiciliare di un parente anziano, è doveroso chiamare in causa l’importanza del rapporto chiaro con il medico curante. Il motivo è legato soprattutto al fatto che, consultandosi con questo professionista, è possibile valutare il numero di ore di assistenza necessarie.

Affidarsi a un badante o a un OSS non significa sempre fare riferimento ai suoi servizi 24 ore su 24. In alcuni casi, infatti, può essere necessaria un’assistenza domiciliare solo per un numero di ristretto di ore. L’unica persona in grado di fornire dritte valide in merito è il medico curante, che conosce tutte le specifiche relative alla salute sia fisica, sia psicologica.

Il periodo di prova

Nelle situazioni in cui, per motivi legati sia alla salute dell’anziano, sia alle proprie esigenze pratiche – non sempre chi ha un familiare avanti con l’età e con problemi di salute ha la possibilità di conciliare la gestione della sua quotidianità con gli impegni di lavoro – si opta per una badante convivente, il periodo di prova è previsto dalla legge e deve essere gestito con intelligenza, senza sottovalutarlo assolutamente.

La prima cosa da fare è, se in casa vivono altre persone oltre all’anziano, predisporle ad accogliere il badante che, anche se inizia una parentesi lavorativa, si trova comunque a dover convivere con soggetti a lui estranei.

Un altro consiglio molto importante da considerare prevede il fatto di vedere come si rapporta il professionista all’anziano non solo per quanto riguarda la gestione pratica, ma anche per quel che concerne l’empatia.

Un sorriso, una parola di incoraggiamento, una carezza sul volto sono rilevanti tanto quanto la capacità di cambiare un presidio per l’incontinenza o di fare una flebo, se necessaria.

Proseguendo con l’elenco delle dritte da mettere in primo piano quando si parla di gestione del periodo di prova di un assistente domiciliare per anziani, un doveroso cenno deve essere dedicato anche all’eventuale predisposizione degli spazi in casa.

Questo significa preparare una stanza sufficientemente ampia dedicata al riposo notturno del badante, che ha giustamente diritto a comfort e privacy.