Category: Arredamento e casa

Storia dell’arredamento minimal

arredamento minimalista

Tra le principali innovazioni di design alle quali è possibile fare riferimento negli ultimi tempi vi è senza alcun dubbio il minimalismo, una corrente di pensiero che si basa unicamente sull’avere solo ciò di cui si ha bisogno, senza troppi fronzoli che potrebbero risultare unicamente inutili sotto questo punto di vista.

Lo stile dell’arredamento minimal potrebbe sembrare piuttosto severo, in quanto non ammette eccezioni, tuttavia ad oggi rappresenta una delle principali tipologie di estetica, perfetto in qualsiasi ambiente, anche per i più scettici sotto questo punto di vista.

Sei interessato a scoprire tutto quello che è fondamentale conoscere in merito alla storia dell’arredamento minimal? Perfetto, allora tutto quello che possiamo consigliarti è di proseguire nella lettura del nostro articolo, all’interno del quale cercheremo di spiegarti in maniera dettagliata quello che è interessante conoscere nel caso in cui si avesse il desiderio di realizzare in casa propria uno stile minimalista.

 

Tutto inizia nel Novecento

 

La storia dell’arredamento minimal la possiamo attribuire come prima ondata negli inizi del Novecento, in cui un architetto, Adolf Loos, sostenne che per poter sviluppare una cultura di design si dovrà eliminare tutto quello che è superfluo in una casa, e possiamo certamente riferirci a tutti gli ornamenti che non vengono utilizzati e non hanno una reale utilità.

Non si parlò più di minimalismo sino agli anni ’60, in cui nacque un vero e proprio movimento artistico basato proprio su questo. Il movimento in questione ha origine a New York, in cui si hanno le prime scoperte di tutto ciò che ad oggi, per noi, è la totale normalità del moderno.

Tra i pionieri dell’arredamento minimal vi è senza alcun dubbio Donald Judd, che mostrò al mondo il minimalismo con l’arredo di un loft di Manhattan: dall’avere degli oggetti del tutto superflui come arredo domestico si passò in un attimo ad avere il minimo indispensabile, con dei design dell’estrema semplicità e senza troppe colorazioni, che renderebbero intenso il primo approccio all’arredamento.

 

Come mettere in atto lo stile dell’arredamento minimal

 

Sono davvero tantissimi gli interior designer che ad oggi lavorano con lo stile dell’arredamento minimal per poter realizzare delle case bellissime dal punto di vista estetico e certamente funzionali.

Per poter mettere in atto lo stile dell’arredamento minimal bisogna avere in mente un mantra, ovvero quello del Less is More, senza però tralasciare i dettagli importanti che potrebbero cambiare notevolmente l’aspetto della propria abitazione dal punto di vista del design.

 

Abbiamo analizzato le principali questioni che occorre menzionare quando si parla della storia dell’arredamento minimal, una delle tipologie di stili che vengono maggiormente utilizzati nelle architetture moderne.

Ad oggi, infatti, è sempre più comune trovare designer che propongono unicamente questo stile, basandosi sulla semplicità e sull’avere in casa unicamente ciò di cui si ha realmente bisogno, tralasciando tutti quelli che sono gli oggetti superflui di cui le case dei nostri genitori e dei nostri nonni erano piene.

Ci auguriamo che questo articolo ti abbia permesso di comprendere maggiori dettagli relativi alla storia dell’arredamento minimal, molto interessante da conoscere nel caso in cui si avesse intenzione di realizzare la propria abitazione seguendo questi importanti principi di minimalismo.

Come rendere accogliente una casa al mare

casa al mare

Per rendere accogliente una casa al mare la prima regola da rispettare è quella dello stile costiero, anche se non bisogna esagerare con immagini e manufatti a forma di ancora. L’arredamento nautico sembra eccessivo infatti antiquato e kitsch. Tuttavia, è sempre possibile ancora evocare il mare nella casa incorporando riferimenti più sottili, come tavolozze di colori blu e bianco o apparecchi di illuminazione con elementi di corallo. Tante altre sono comunque le opportunità per rendere accogliente una casa al mare e che di seguito ci apprestiamo a descrivere dettagliatamente.

Optare per legno stagionato e rattan

Per rendere accogliente una casa al mare, è importante curare sia gli esterni che gli interni. Nel caso dei primi conviene optare per mobili e componenti d’arredo in legno stagionato oppure rattan e vimini. Se i materiali infatti si prestano per le intemperie, non scoloriscono al sole e risultano di facile manutenzione. Il legno tuttavia è ideale anche per gli interni, in quanto aiuta a sentirsi piùti. Premiato ciò, va aggiunto che secondo esperti architetti e mobilieri, come ad esempio Il Mobile Brianza, impostare una casa vacanze con un design costiero è una priorità;infatti, questo stile permette di inserire nel contesto tanti altri elementi come ad esempio la iuta o l’alga marina ossia materiali ideali per la tessitura di tendaggi, tappeti e lenzuola per la camera da letto. Da evitare sono quindi manufatti lucidi, metallici o realizzati con materiali sintetici.

Creare un’atmosfera rilassata con pareti a sbalzo

Rendere accogliente una casa al mare significa anche decorare le pareti con gusto e attinenti al tema. Per fare un esempio a tavole a seconda del design impostato, si può optare per la posa in legno massello del classico colore mogano se il contesto è in stile inglese, oppure per delle doghe che presentano scanalature staccate, tagliate in alto e in basso e che consentono di combattere saldamente tra loro. Tuttavia se si preferisce optare per delle pareti a sbalzo, basta tinteggiarle della tonalità preferita che può essere del classico bianco o con colori turchese o celeste, ossia entrambi che richiamano il mare.Fatto ciò, per massimizzare il concetto di sbalzo, si può poi provvedere all’innesto (a macchia di leopardo) di borchie in legno o metallo oppure semplicemente per la posa di quadri con un tema i paesaggi marini.

Illuminare gli spazi interni con elementi naturali

Aggiungere un tocco di stile costiero alla casa al mare significa renderla ancora più accogliente. Per fare in modo che ciò possa avvenire, conviene illuminare gli spazi interni con elementi naturali. L’illuminazione del resto è un fattore chiave per ottenere un design poiché il marittimo può aiutare sia ad amplificare la luce naturale che per scegliere l’oggettistica realizzata con linee semplici e tocchi tropicali. come ad esempio con conchiglie e altri materiali naturali. Lanterne e luci che ricordano un faro sono alcuni esempi di illuminazione costiera, così come anche l’aggiunta di altre lampade ricavate magari da fioriere in vimini, in ferro battuto o in legno tutti materiali ideali per creare delle eleganti luci sospese e rendere il contesto tipico di un casolare sul mare.Per rendere accogliente una casa al mare, vale infine la pena optare per un po’ di verde sia negli interni che negli esterni. Alcuni ficus per primi e palme o altri esemplari di piante della stessa tipologia per i secondi, sono alcuni esempi di come perfetto il design costiero anche sotto questo aspetto.

L’arte del vero arredo artigianale

arte-vero-arredo-artigianale

arte-vero-arredo-artigianaleQuando design fa rima con handmade: il caso di Impagliando Design.

All’anima delle cose.

Non ho mai creduto al silenzio degli oggetti. E’ tutta una questione di orecchio.
Accostati a una sedia e sentirai quante cose ha da dire.

Con questa frase dell’autore Fabrizio Caramagna, vogliamo introdurvi a un viaggio nel mondo dei mobili artigianali che farà una tappa nell’antica arte dell’impagliatura, per poi terminare in una bottega di Meda, in provincia di Monza e Brianza.

Iniziamo.

La capacità di realizzare con le proprie mani è insita dell’uomo, nei tempi passati era un bisogno, una pura necessità, come il cacciare. Anche nelle nostre attività quotidiane, pensiamo per esempio al cucinare, trasformiamo semplici materie prime in qualcosa di gustoso da portare a tavola.

Con il passare dei secoli quest’attività è diventata un talento ed è qui che sono nati artigiani e artisti. Questi ultimi, con maestria e sapienza, danno forma a oggetti semplici che, con il loro passaggio, migliorano in qualcosa di unico. Ed è proprio dall’abilità del creare con le mani che si entra nel mondo dell’arredo artigianale.

In pieno Rinascimento, complice una maggiore stabilità sociale ed economica, si diffonde il bisogno di riempire gli spazi abitativi e l’arte dell’arredamento così come oggi lo conosciamo. Un vero e proprio sfoggio di prestigio e ricchezze che passa attraverso le stanze decorate di castelli e palazzi delle città.

Pezzi unici, oggetti rari, grandi mobili in essenze esotiche: articoli che oggi, come allora, scegliamo e affidiamo a maestri artigiani. Dopo il boom delle grandi catene di mobilifici, negli ultimi anni si è registrata un’inversione di tendenza verso mobili e complementi d’arredo su misura e fatti a mano. Torna la ricerca e la cura nell’arredare la casa e l’esclusività fa tendenza.

L’handmade firmato Impagliando Designarte-arredo

Diceva bene Stendhal quando affermava che la vocazione è avere per mestiere la propria passione! E, di passione, sono fatti Eugenio e Marta, i fondatori di Impagliando Design. Entrando nella loro bottega, ci si trova pervasi da profumi perduti di erbe naturali e circondati da oggetti antichi, alcuni mai visti prima d’ora.

Ok, ma che cosa è Impagliando Design? Un Laboratorio Artigianale Creativo che dal 2012 propone servizi di impagliatura, incannatura e restauro a Meda. Antiche lavorazioni, eseguite esclusivamente a mano, con grande precisione e tecnica.

Per le province di Milano, Monza, Varese e Como sono un vero e proprio punto di riferimento per chi ricerca riparazioni di sedie impagliate Milano e opere di intreccio tramite corde e materiali tradizionali. Il loro plus? Comprendere le esigenze di ogni cliente e restituirgli pezzi unici che abbiano un’anima e una storia.

Veri e propri artisti dell’intreccio.

La sedia Chiavari

Ogni giorno da Eugenio e Marta vengono portate vecchie sedie impagliate, la maggiore parte davvero malmesse, nella speranza di farle tornare agli antichi splendori. Tra le più comuni vi è la sedia chiavari: seduta antica, ma ancora attuale, grazie alla sua incredibile leggerezza.

Ideata nel 1807 dall’ebanista di cui porta il nome, ebbe da subito un incredibile successo per la semplicità degli elementi decorativi e strutturali. Per riparare questi oggetti si scelgono materie prime di qualità che, intrecciate perfettamente al telaio, conferiscono stabilità e durabilità.

La professionalità acquisita negli anni garantisce il restauro di sedute di ogni tipo, epoca o stile, dalle più classiche in legno fino alle più contemporanee realizzate con materiali moderni. Anche gli intrecci e le lavorazioni che si possono applicare sono tanti e bellissimi: a dama, ad alveare, a scacchiera, a centro e a busta.

Non solo impagliatura e incannatura

Impagliando Design è una fucina di idee che non poteva di certo fermarsi con l’impagliatura e l’incannatura. Da qualche anno, affascinati dalla contaminazione di fibre naturali con elementi di diversa natura, si sono spinti anche verso altri settori.

Sono ora pronti a proporre una collezione originale di oggetti d’arredo insoliti nelle forme e nei giochi di colore, frutto della loro abilità e fantasia. Ultima, ma non per importanza, l’attività di Setup & Flowers con la quale creano composizioni e allestimenti per negozi, shooting e abitazioni.

La casa diventa così un luogo 100% personale, che rispecchia appieno i proprietari e che racconti le nostre radici. Un luogo dove passare il tempo, con amici o in solitaria, è un piacere.

Inferriate, eleganza e sicurezza per le tue finestre e porte finestra

Le inferriate sono elementi di sicurezza e di arredo che non possono mancare in un’abitazione.

Che tu stia progettando la tua nuova casa o che tu stia semplicemente ristrutturando la tua vecchia abitazione, l’installazione di inferriate su finestre e porta-finestre è la soluzione migliore per scongiurare le intrusioni.

Si tratta di sistemi di sicurezza definiti passiviin quanto sono costituiti solo da una serie di barre metalliche che si estendono in verticale e che impediscono l’accesso alle porte e finestre dall’esterno dal momento che non lasciano lo spazio fisico sufficiente per far passare una persona.

Le finestre, purtroppo, sono i punti più deboli di un’abitazione, dal punto di vista della protezione del proprio nucleo familiare; non a caso sono proprio loro ad essere utilizzate generalmente dai ladri per introdursi.

Bisogna pertanto fare attenzione alla scelta in quanto sono uno dei mezzi principali di protezione contro eventuali intrusi.

Perché installare delle inferriate

Come forse saprai, negli ultimi anni i dati riguardanti i tentativi di furto in casa non sono per niente rassicuranti, lo confermano anche i dati Istat sulla questione.

Proprio per questo motivo spesso le persone preferiscono non vivere in zone “isolate”, e scelgono di acquistare appartamenti ai piani alti o comunque in un condominio e non in una casa indipendente o una villetta con terrazzi e giardini.

La paura è che in case di questo tipo sia garantita una minor sicurezza e che il rischio di scasso sia molto elevato.

Una soluzione potrebbero essere i sistemi antifurto, ma il loro costo è elevato e molti sono diffidenti al riguardo; ecco perché la soluzione migliore, resta quella di installare delle inferriate a finestre e portefinestre.

Vediamo i vantaggi di questo tipo di sistema di sicurezza:

  • Per prima cosa, risulta una soluzione decisamente più economica rispetto ad altri sistemi di protezione;
  • Sono semplici da installare, vanno comunque installate da professionisti, ma garantiscono la massima sicurezza;
  • Essendo ben visibili dall’esterno, a volte può bastare anche solo la loro presenza per scoraggiare eventuali ladri;
  • Possono persino impreziosire l’aspetto della tua casa, potrai scegliere colore e stile delle inferriate in modo da renderle idonee all’estetica della tua abitazione.

Non solo sicurezza, ma anche eleganza

Come dicevamo, molti sono scettici riguardo all’installazione delle inferriate perché temono di rovinare l’estetica della casa.

In realtà, questi sistemi di sicurezza possono persino migliorare l’aspetto della tua abitazione se scegli i materiali e i colori giusti in grado di donare eleganza alla tua casa.

Scegliere i prodotti giusti per la costruzione delle inferriate da posizionare su porte, finestre e portefinestre è fondamentale.

In primo luogo, perché diversi materiali garantiscono diversi livelli di sicurezza e di durata nel tempo, in secondo luogo per il discorso sull’estetica della casa.

Di solito questi dispositivi antintrusione sono realizzati in acciaio verniciato con delle vernici particolari che sono composte da polveri epossidiche e servono a garantirti massima sicurezza, la tranquillità e la protezione di cui hai bisogno per la tua casa.

Oltre a questo, come dicevamo, donano anche un’estetica gradevole all’esterno dell’abitazione.

Quindi, l’importante è scegliere materiali di qualità che non necessitino di particolare manutenzione e durano nel tempo.

Esistono diverse strutture di inferriate, dal momento che è possibile personalizzarle: ad esempio, oltre ai materiali, potrai scegliere anche i colori e le decorazioni.

In questo modo, questi dispositivi sono adattabili e ben abbinabili a tutti i tipi edifici, senza andare a rovinarne la facciata: che tu viva in una casa moderna, classica, rustica, industriale o storica, troverai senz’altro lo stile che fa al caso tuo (e della tua abitazione).

Scegliendo la giusta combinazione di materiali e colori potrai rendere la struttura della casa ancora più elegante e piacevole, ma soprattutto, sicura.

Come rendere la propria casa più ecologica

casa

Anche se non se ne sente parlare come prima, anche a causa della pandemia globale che ha monopolizzato l’attenzione dei media, “l’ondata verde” che ha fatto nascere le manifestazioni giovanili a favore del rispetto ambientale, come i Friday For Future, non si è assolutamente esaurita, anzi. Sono moltissime le persone che hanno ritrovato un interesse per le tematiche ambientalistiche e che hanno deciso di provare, nel loro piccolo, a fare qualcosa per migliorare la situazione. Tra le soluzioni che possono essere adottate per ridurre il proprio impatto ambientale e contribuire positivamente alla causa c’è quella di investire nelle nuove tecnologie per rendere la propria casa più ecologica.

Anche se ad alcuni potrebbe sembrare un controsenso, investire nella domotica e nella creazione di una casa intelligente ed interconnessa porta ad una riduzione di consumi e sprechi senza dover rinunciare ad alcun comfort o comodità. Per installare i diversi sistemi di una casa intelligente, naturalmente, saranno necessari gli interventi di diversi artigiani, come ad esempio quello di un fabbro tapparellista Milano o quello di un idraulico. Ma come funziona un sistema intelligente per la casa? Quali sono le funzioni che possono ridurre i consumi e farci risparmiare?

Cosa è la domotica e come funziona

La casa del futuro è una casa sempre connessa per comunicare con l’utente, completamente automatizzata e che risponde prontamente alle necessità ed ai bisogni degli inquilini. Se vi sembra un sogno, sappiate che non è così: già nel presente, questo tipo di casa è una realtà! La domotica, infatti, è l’applicazione pratica di una lunga serie di studi finalizzati alla creazione di una casa intelligente o “smart house”. Gli studi ed i traguardi della domotica comprendono la ricerca e lo studio in numerosi campi: il fine ultimo è quello di creare un ambiente virtualmente perfetto per l’essere umano, che si adatti alle sue necessità e che sia in grado di apprendere e migliorarsi.

Il funzionamento di una casa intelligente passa principalmente per una centralina. La centralina è sia il cervello che il cuore dell’intero sistema: questa si interfaccia ai diversi elettrodomestici ed ai sistemi connessi, permette all’utente di agire su tutti i sistemi della casa e svolge funzioni automatiche e di controllo. Ma la domotica non si ferma alla singola casa o al singolo appartamento: già diversi edifici di nuova costruzione e recentemente ristrutturati presentano sistemi domotici per gestire al meglio i diversi impianti.

Applicazioni della domotica

La domotica si pone diversi obiettivi: non si tratta soltanto di rendere la casa più confortevole o di ridurre i consumi, ma di realizzare un sistema che possa migliorare notevolmente al qualità della vita e ridurre i consumi e gli sprechi in casa aumentando al contempo la sicurezza dell’edificio. Nella sua applicazione, al domotica deve puntare anche alla massima semplificazione del suo utilizzo e della sua installazione ( in modo da rendere semplice il lavoro degli installatori e l’utilizzo da parte dell’utente) e, soprattutto, deve essere compatibile con il maggior numero possibile di impianti e sistemi.

Le applicazioni della domotica offrono tantissime possibilità e possono anche essere un punto di svolta nella vita di persone affetta da disabilità fisiche o di persone molto anziane. I più recenti studi di domotica, infatti, hanno coinvolto anche medici e specialisti per realizzare sistemi di controllo e sorveglianza non invasivi in modo da poter tenere sotto controllo il benessere di persone anziane rimaste sole in casa.

Sicuramente, con l’avanzamento della tecnologia, la domotica porterà a risultati sempre migliori e a nuove possibili applicazioni in ogni campo. Investire oggi nella domotica non è solo un ottimo modo per ridurre sprechi e consumi, ma è anche una possibile assicurazione sul proprio futuro e su quello del pianeta.

Tessuti idrorepellenti: tecnologia ed utilizzi

tessuto idrorepellente
In questo articolo parleremo dei tessuti idrorepellenti che si possono usare per le vostre tende da esterni, ovvero il poliestere e l’acrilico, e ne analizzeremo nello specifico le caratteristiche e differenze. Prima però vedremo in breve cos’è un tessuto idrorepellente e cosa lo rende tale.

Cos’è un tessuto idrorepellente

Si chiama idrorepellente un tessuto che abbia una resistenza alla colonna d’acqua (parametro internazionale che indica la resistenza di un tessuto all’acqua) maggiore di 350 mm. In poche parole, l’acqua non viene assorbita dalla stoffa, ma rimane sulla superficie sotto forma di goccioline che scorrono via. Una tenda idrorepellente però, quando viene sottoposta all’azione dell’acqua in modo costante finisce per bagnarsi, ad esempio in caso di un lungo temporale con pioggia fitta.

Cosa rende un tessuto idrorepellente

    • Trama: più un tessuto è a trama fitta, più sarà difficile per l’umidità penetrare al suo interno. Per questo motivo i tessuti ad alta densità sono più idrorepellenti di quelli a trama meno fitta.
    • Materiale: è soprattutto il materiale a rendere un tessuto idrorepellente. Alcune fibre artificiali, tra le quali il poliestere, l’acrilico, il PVC e l’olefina sono resistenti all’acqua per natura. Al contrario, altre fibre sono molto assorbenti e trattengono l’acqua, come il cotone (per questo motivo viene utilizzato per produrre asciugamani e non tende da esterni)
    • Trattamento: Alcuni materiali vengono trattati in superficie con una soluzione impermeabilizzante che forma un rivestimento che separa il tessuto dall’umidità e quindi rende impermeabili tessuti che non lo sono naturalmente.

Acrilico

L’acrilico è il tessuto da tende da sole più diffuso perché dura nel tempo ed è anche economico. Ha una buona rigidità ed è quindi particolarmente adatto a quei modelli di tende nei quali il tessuto deve mantenere la tensione.
L’acrilico è un materiale idrorepellente per natura, ma se si vuole un tendaggio impermeabile bisognerà utilizzare un tessuto trattato in superficie.Oltre ad essere idrorepellente, l’acrilico è anche oleorepellente, ovvero evita che si formino macchie d’unto.

Avete presente “l’effetto serra” che si crea sotto certe tende da sole? Ecco, l’acrilico ha una buona traspirabilità e riduce di molto questo fastidioso effetto.

Poliestere

Il poliestere è un tessuto sintetico meno economico, ma più morbido ed elastico rispetto all’acrilico. Per questa sua caratteristica è perfetto per le tende dai bracci estensibili, dove si sforza il materiale in trazione. Con altri tessuti si possono creare dei microfori nelle pieghe del telo a causa della ripetuta apertura e chiusura della tenda, mentre il poliestere è molto più resistente sotto questo punto di vista. Per testare questo materiale è stato sottoposto ad addirittura 100.000 pieghe e non sono state riscontrate modifiche alla superficie.Per quanto riguarda la resistenza all’acqua è un materiale più idrorepellente dell’acrilico e offre anche un’elevata protezione dai raggi solari.

Confronto

A vista non si nota facilmente la differenza tra una tenda in acrilico e una in poliestere, ma al tatto la morbidezza del poliestere si nota. La prova maggiore sarà il tempo, che confermerà la maggiore durevolezza del poliestere di ultima generazione. Un ultimo elemento da tenere in considerazione è il peso: il poliestere è più pesante, anche per questo blocca di più i raggi UV ed è più idrorepellente.Le tende realizzate in poliestere sono nel lungo periodo più durature, senza che si formino microfori e rimangono più tese. Anche i colori hanno una maggiore resistenza all’effetto della luce del sole e della pioggia e sbiadiscono meno.

Dove acquistare tendaggi da esterno a Torino

tendaggi per ambienti esterni
I tendaggi da esterno, guai se non esistessero!
Soluzioni che permettono di godersi il sole in piena estate senza dover soffrire per il caldo asfissiante.
Una bella tenda realizzata con materiali di qualità, montata a regola d’arte da personale qualificato può abbellire un balcone, una veranda, un patio, un negozio.
Diverse idee e prodotti per poter utilizzare spazi all’aperto creando zone d’ombra fresche e protette, tende, zanzariere e pergole.
La M.F. Tende da sole a Torino ha una così ampia gamma di articoli indicati per ogni situazione, da fare quasi invidia al resto dello Stivale.

L’offerta di MF Tendaggi

Un’idea dei vari modelli di tende da esterno di M.F. Torino ? Eccone alcuni di seguito:

    • Tende da sole cassonate
    • Tende da sole con doppia inclinazione
    • Tende da sole a bracci incrociati
    • Tende da sole cappottine
    • Tende da sole a caduta
    • Tende da sole guidate
    • Tende da sole a braccio fisso
    • Dehor capanno per terrazzi

Le tende da sole cassonate molto raffinate, adatte ad uno spazio in strada, come nel caso di una caffetteria che ha i suoi tavolini su suolo pubblico, impreziosendone l’immagine e consentendo ai clienti di gustare la consumazione al fresco.
Molto ampia e disponibile con comando manuale o motorizzata. Si richiude interamente, ed il cassonetto la protegge dagli agenti atmosferici.
E’ graziosa anche per definire gli esterni di una casa estiva, oltre a proteggerla dalla salsedine durante l’inverno, se nelle vicinanze c’è il mare.

Le tende a cappottine, davvero singolari, dalla forma arrotondata, montate alle finestre di un hotel, magari personalizzate con logo, sarebbero davvero un valore aggiunto.
O alle finestre di una villa, darebbero un tocco di eleganza all’intera costruzione.

La tenda a caduta, che è la più semplice e la più economica, da montare anche in balcone, con bracci fissi o regolabili, con ganci da fissare alla ringhiera. Pur trattandosi di un articolo meno costoso fa comunque la sua bella figura ed arreda.
Il gusto fa la differenza!
Si può scegliere tra diversi tessuti e colori, a tinta unita o a strisce, del resto il personale preposto è perfettamente in grado di indirizzare per la scelta più opportuna, con consigli pratici e di carattere tecnico.

Altri tipi di tende da sole

Le tende veneziane, per citare ancora un esempio tra le tante, sono particolarmente consigliate in ambienti di lavoro, oltre ad oscurare la luminosità in caso di sole forte, possono anche fungere da parete divisoria.
E ce ne sono di diverse, adattabili per qualsiasi porta o finestra, perché realizzate appositamente su misura.
Utili anche se montate ai vetri di verande.
Caratteristica peculiare di questo tipo di tende sono le lamelle orientabili, azionabili attraverso le due cordicine, per il sollevamento e per l’orientamento, o anche con motore e radiocomando, per il montaggio all’interno dei doppi vetri.Le pergole con tenda non proteggono solo dal sole, ma dal vento, dalla pioggia e da altri agenti atmosferici.
Sono strutture piuttosto solide, rappresentano l’evoluzione dei vecchi pergolati in termini di tecnologia, eleganza e raffinatezza.
In legno o in alluminio, sono allungabili e richiudibili, un telo che aperto sostituisce in tutto e per tutto una pensilina fissa.
Lo scorrimento orizzontale avviene attraverso un sistema di traversi, carrelli e guide. E’ possibile applicare ad ogni modello
un innovativo sistema di diffusione luminosa e sonora.Una tra le soluzioni più importanti d’estate, in particolar modo, sono le zanzariere, prodotte su misura, da montare a porte e finestre, a battente, a scorrimento, per porta finestra, per lucernari. Un utile deterrente per tenere lontano zanzare ed altri insetti. Consigliate quelle con avvolgimento senza molla, sicuro per i bambini e per tutta la famiglia.

Suggerimenti, ma ce n’è per tutte le esigenze, per tutte le tasche, per i diversi ambienti e spazi.
Parlare semplicemente di tendaggi può risultare riduttivo, anche perché alcuni progetti, realizzati allo scopo consentono un risparmio energetico, laddove il montaggio è eseguito in maniera tale da limitare i problemi legati al clima, e con l’acquisto si può accedere ad incentivi fiscali e beneficiare del cosiddetto sconto in fattura.

Ristruttura il tuo ufficio grazie a Sator

ristrutturazione ambienti lavorativi

A seconda degli spazi disponibili, la progettazione di studi professionali e uffici chiavi in mano è il primo step da affrontare per ottimizzare ambienti lavorativi a cellule o open space. Ridisegnare e ristrutturare sedi aziendali richiede molta professionalità e lungimiranza, poiché la riorganizzazione dei volumi e dei vani deve prevedere oltre alle postazioni di lavoro direzionali, anche grandi spazi destinati ad archivio, area d’attesa e meeting room.

La suddivisione degli ambienti negli studi professionali non è solo una soluzione architettonica ed estetica, ma deve sempre rispecchiare la mission aziendale e lo spirito del team che occupa le zone lavoro. Gli interventi migliori che sono stati implementati dal gruppo di ingegneri e designer dell’azienda Sator sono stati quelli con uno spiccato home landscape negli interni, in grado di integrare al massimo i collaboratori fra loro e favorirne l’interazione lavorativa e umana. Grande importanza viene attribuita al design funzionale soprattutto negli ingressi e nelle aree d’attesa, dove ogni dettaglio d’arredo introduce il core business del committente con personalizzazioni ad hoc.

Partizioni, pareti divisorie e controsoffitti sono gli strumenti stilistici più versatili per customizzare studi professionali e punti vendita. La progettazione contract, cosiddetta chiavi in mano è il fiore all’occhiello della ditta di ristrutturazioni e restyling Sator; soluzioni modulari, ottimizzazione degli spazi, arredi su misura e esaltazione delle potenzialità di living sono le colonne portanti di un modello di design funzionale e moderno.

Ristrutturazione uffici e arredamento spazi di lavoro: design e funzionalità

Progettare studi professionali e spazi di lavoro chiavi in mano richiede la competenza di architetti e ingegneri che lavorando in simbiosi creano ambienti piacevoli in grado di aumentare la produttività e il benessere degli occupanti. Arredare uffici e suddividere le postazioni di lavoro con elementi componibili è un compito che esige flessibilità da parte dell’interior designer; i mobili modulari devono essere al servizio dell’utilizzatore ed essere fruibili al massimo. Avere la possibilità di ricomporre a piacere le geometrie delle varie zone dell’ufficio rispecchia appieno il nuovo modello di co-working richiesto dagli studi professionali. Lo staff di progettisti di Sator individua le attrezzature e gli arredi per ufficio che meglio si integrano con gli interventi di restyling aziendali e corporate, seguendo i lavori di restauro dal progetto fino al dopo consegna.

La progettazione di rinnovate sale meeting e aree marketing è fondamentale se si vuole rinverdire uno studio professionale noioso e improduttivo; l’attenzione alle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e l’importanza di una illuminotecnica funzionale sono i primi elementi sui quali intervenire negli uffici e negli ambienti lavorativi in generale. La domotica, l’automazione e l’interazione digitale audio e video sono nuovi aspetti da non sottovalutare nella ristrutturazione di postazioni e ambienti dove la produttività e la gestione delle informazioni è fondamentale. Gli interventi di progettazione e design di Sator sono imprescindibili per spazi di lavoro esigui e mal distribuiti: complementi di arredo per uffici moderni, uniformità di stile e customizzazione delle ristrutturazioni sono i capi saldi della pianificazione per un nuovo studio

Progetti contract chiavi in mano: uffici completi e funzionali

La progettazione contract permette al committente di vivere la ristrutturazione aziendale in totale serenità; rispetto delle normative vigenti, design e attenzione alle nuove esigenze del mondo del lavoro d’ufficio fanno parte delle competenze che gli esperti Sator applicano nei restyling aziendali e dei punti vendita. Postazioni centrali che permettono una supervisione all’interno degli studi professionali, zone break per la condivisione e il relax, illuminazione corretta e flessibilità delle suddivisioni mobili rappresentano la visione e il concept stilistico dell’azienda. Non doversi preoccupare di allestire personalmente l’arredamento uffici e la predisposizione illuminotecnica per scrivanie e stazioni di lavoro, si concretizza per il committente in un grande risparmio di energie e di tempo. Scrivanie, archivi, lampade e complementi d’arredo per studi professionali vengono scelti e pensati dagli architetti per dare un tocco personalizzato agli ambienti e potenziare il senso di benessere e accoglienza dei luoghi di lavoro. Ristrutturazione facciate, customizzazione dei punti vendita, rifacimento impianti elettrici, automazione e gestione ottimale degli spazi aziendali sono interventi imprescindibili per rinverdire la mission aziendale e ridare nuovo smalto a uffici, studi, open space e corner.

Bonus verde 2021, ecco come sistemare terrazzi e giardini con gli incentivi

Bonus verde 2021, ecco come sistemare terrazzi e giardini con gli incentivi

Per i terrazzi, per i giardini e per le aree scoperte delle abitazioni, anche nel 2021 si potrà beneficiare del cosiddetto bonus verde che è stato prorogato. In particolare, il bonus verde 2021 non è altro che una detrazione fiscale, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), che è pari al 36% a patto che sui giardini, sui terrazzi e sulle aree scoperte degli immobili i lavori sostenuti siano sempre e solo di natura straordinaria.

Quali lavori di rifacimento rientrano nel bonus verde 2021

Gli interventi di natura straordinaria, ammessi per la fruizione del bonus verde 2021, devono infatti essere di rifacimento. Per esempio, gli interventi che sono finalizzati alla realizzazione di giardini pensili o di coperture a verde. Oppure i lavori per la sostituzione di siepi o per avviare interventi che sono finalizzati a grandi potature.

Rientrano nel bonus verde del 2021, inoltre, pur i lavori che sono finalizzati alla realizzazione di pozzi o di impianti di irrigazione, ed in generale per la sistemazione a verde di aree scoperte ad uso privato per gli edifici esistenti ed anche per le relative pertinenze. Detrazione Irpef al 36%, con il bonus verde 2021, pure per i lavori che sono finalizzati a recuperare le aree verdi di giardini che sono di interesse storico.

A chi spetta la detrazione Irpef al 36% per sistemare i terrazzi ed i giardini

Al bonus verde del 2021 possono accedere i proprietari di immobili che hanno sostenuto le relative spese per il rifacimento di giardini e di terrazzi. E lo stesso dicasi per i nudi proprietari, per gli affittuari, per i comodatari, e per chi sull’immobile dove vengono effettuati i lavori possiede un diritto reale di godimento come, per esempio l’usufrutto.

Come si calcola il bonus verde del 2021 e come deve essere ripartito in quote

Per poter accedere al bonus verde del 2021, prima di tutto, il pagamento dei lavori eseguiti non può essere mai effettuato in contanti, ma sempre e solo utilizzando dei metodi, dei sistemi e dei servizi di tracciabilità delle transazione come, tra gli altri, il bonifico bancario o il bonifico postale.

Detto questo, su un massimale di spesa ammesso che è pari a 5.000 euro, e quindi con un bonus verde 2021 che in ogni caso non può essere superiore a 1.800 euro, la detrazione Irpef al 36% dovrà essere ripartita in 10 quote annuali aventi pari importo.

Nel massimale di 5.000 euro, inoltre, rientrano pure gli eventuali costi che, connessi ai lavori di rifacimento del verde, sono riconducibili a spese di progettazione e/o di manutenzione. In più, nel rispetto dei limiti indicati, il bonus verde del 2021 è un incentivo accessibile pure per i costi sostenuti dal condominio per la realizzazione di interventi sulle parti comuni che sono esterne all’immobile.

Quando il bonus verde 2021 non spetta, dai lavori in economia alla manutenzione ordinaria

Pur realizzando i lavori sulle aree verdi, invece, il bonus 2021 che è rappresentato dalla detrazione Irpef al 36% non è fruibile e quindi accessibile in caso di lavori in economia e, in linea generale, quando gli interventi, come sopra accennato, non sono di natura straordinaria. E quindi niente incentivi quando, per esempio, gli interventi realizzati su giardini e su terrazzi non sono altro che dei lavori di manutenzione periodica che, tra l’altro, non apportano modifiche e/o innovazioni.

Normativa e prassi per il bonus verde 2021, siamo arrivati alla terza proroga

Per quest’anno, il bonus verde del 2021 è arrivato alla terza proroga. Introdotto infatti con la Legge di bilancio del 2018, l’agevolazione è stata prorogata una prima volta con la Legge numero 145 del 2018 (proroga valida per l’anno 2019). Una seconda volta con il Decreto legge numero 162 del 2019 (proroga valida per l’anno 2020), ed una terza con la Legge numero 178/2020 (proroga valida per il 2021).

Pulizia infissi: cosa fare a seconda del materiale dell’infisso?

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Gli infissi sporchi possono essere un problema non soltanto estetico, ma anche di efficienza perché a lungo andare incrostazioni e polvere possono danneggiare i materiali con cui vengono realizzati. Anche se la gamma è praticamente illimitata, gran parte delle porte e delle finestre vengono realizzate in alluminio, PVC, legno oppure combinazioni di questi tre per questioni economiche e di efficienza.

Ognuno di questi materiali deve essere trattato con prodotti che non lo danneggino, ma che riescano a eliminare tutto lo sporco con facilità. Prima di cominciare a pulire, conviene sempre dare un’occhiata alla composizione dei detergenti per non fare danni.

Per ogni materiale sempre prodotti sicuri

Se ci si trova di fronte ad una finestra o una porta con l’intelaiatura in alluminio nudo, solitamente anodizzato, bisogna sempre prestare un occhio per controllare che non sia presente una polverina biancastra molto sottile e farinosa.

Si tratta di un problema ben noto chiamato comunemente cancro dell’alluminio e che a lungo andare può corrodere in profondità l’infisso. Di solito è legata alla presenza di sodio oppure di cloro nei prodotti, quindi è importante leggere la composizione prima di utilizzarli. Per fortuna si tratta di un problema che si forma con molta lentezza, non basta sbagliare una volta detergente per danneggiare le intelaiature.

Per l’alluminio non bisogna mai utilizzare prodotti che contengano alte concentrazioni di cloro oppure soda caustica, perché attaccano la superficie e danneggiano l’anodizzazione in maniera a volte irreparabile, rendendola opaca e permettendo all’ossidazione di penetrare in profondità.

Molto meglio utilizzare un sapone neutro, oppure prodotti a base alcolica, ma se lo sporco è particolarmente untuoso si può anche impiegare benzina e prodotti a base di idrocarburi per eliminare macchie specifiche. In questo caso occorrono le dovute protezioni e bisogna sempre controllare che l’alluminio non sia stato ricoperto con materiale plastico che altrimenti potrebbe anche sciogliersi e riempirsi di bolle. Bastano poche gocce in carta assorbente per trattare piccole macchie indurite, ma bisogna evitare il contatto con le guarnizioni.

Il legno è un materiale molto diffuso per la realizzazione degli infissi, soprattutto per le civili abitazioni, ma di solito non si trova nudo, poiché altrimenti marcisce. I prodotti da utilizzare non devono contenere solventi aggressivi, benzene e trielina, perché sia le vernici idrofobe che quelle a base poliuretanica possono subire danni notevoli.

Molto meglio un panno umido e un sapone neutro, evitando sempre di utilizzare spazzole dure e altri accessori abrasivi, perché potrebbero graffiare la vernice. Esistono comunque spugne dotate di un lato fibroso, simili a quelle per le pentole col fondo in teflon, che rispetta sia il legno che la protezione.

Attualmente moltissimi infissi vengono realizzati o protetti con il PVC, un materiale plastico estremamente robusto, elastico e resistente alla luce solare oltre che a gran parte degli agenti chimici. Infissi di questo tipo possono essere trattati tranquillamente anche con prodotti che contengono cloro e soda caustica per eliminare grasso e unto ostili.

Bisogna sempre evitare idrocarburi, benzina e trielina perché danneggiano superficialmente il materiale, lo rendono poroso e lo opacizzano, lasciando nel migliore dei casi una patina biancastra che tende poi a screpolarsi.

Usare sempre gli strumenti più efficaci

Per quanto riguarda le attrezzature per la pulizia degli infissi, si devono utilizzare spugne, anche montate sulle apposite prolunghe, strizzandole sempre prima di utilizzarle, perché l’acqua in eccesso finirebbe per sporcare in terra senza offrire nessun vantaggio.

Si possono anche utilizzare panni in microfibra, perché riescono a eliminare gran parte dello sporco intrappolandolo e permettono una distribuzione ottimale dei prodotti.

Nel caso di persiane, la strada migliore è sempre quella del panno umido con il detergente, anche se il lavoro può risultare noioso e lungo perché bisogna sempre pulire fra le doghe, specie se sono mobili, per evitare che si possano inceppare.

Anche il vapore oppure un’idropulitrice sono ottime soluzioni per eliminare lo sporco, soprattutto quello particolarmente intenso, ma di solito conviene effettuare un trattamento preliminare per sciogliere le tracce più untuose e indurite che altrimenti potrebbero resistere ad ogni sforzo. La strategia migliore per non dover combattere contro lo sporco più difficile, comunque, resta sempre quella di pulire gli infissi con una buona frequenza.