Le camere climatiche possono essere richieste e utilizzate in numerosi ambiti differenti, a seconda delle esigenze che devono essere soddisfatte e degli impieghi a cui sono destinati. Le applicazioni più importanti sono quelle del settore biotecnologico e dell’industria automotive, ma è opportuno menzionare anche il campo aeronautico e quello elettrico, senza dimenticare l’industria delle costruzioni, la domotica e l’industria dei semiconduttori. Non è tutto: questi strumenti trovano posto anche nel settore dell’energia solare, in quello della difesa, in quello chimico e in quello farmaceutico.

camere climatiche BinderCon le camere climatiche gli operatori hanno l’opportunità di svolgere prove e di effettuare test sulla base di profili climatici e relativi alle temperature più o meno complessi, ma anche di compiere ripetizioni e di provvedere alla registrazione della temperatura e dell’umidità relativa, che corrispondono ai parametri ambientali che vengono definiti. In alcuni settori all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, come per esempio quello elettronico, quello militare, quello spaziale o quello aeronautico, la progettazione di tali strumenti viene eseguita con una particolare attenzione alle normative, tra cui la AM2750E. Per farsi un’idea dei vari modelli, si può consultare il sito della GEASS che offre una vasta gamma di camere climatiche.

In generale, le camere climatiche si rivelano utili per tutti i processi produttivi relativi a oggetti le cui caratteristiche e la cui funzionalità possono essere compromesse e alterate da variazioni delle condizioni esterne, e in particolare dell’umidità e della temperatura. Proprio questo è il motivo per il quale nel corso della progettazione di numerosi prodotti è necessario prendere in considerazione e prevedere tali fattori, poiché le differenti condizioni ambientali a cui un articolo potrebbe essere sottoposto – magari un articolo venduto in Brasile come in Svezia, in Congo come in Australia – rischiano di avere effetti negativi sulle sue prestazioni. Ma al di là delle condizioni di utilizzo, è opportuno valutare anche le semplici sollecitazioni che si possono verificare in occasione del confezionamento, durante il trasporto o nel corso delle operazioni di stoccaggio: tutte circostanze che in linea teorica possono comportare una riduzione della vita utile, se non addirittura causare dei guasti.

L’evoluzione tecnologica, poi, incide sulle peculiarità delle camere climatiche, la cui gestione può essere controllata addirittura con un’applicazione da scaricare sullo smartphone. Ecco perché tali dispositivi, approfittando dell’iper-connettività, sono in grado di assecondare tutte le esigenze dell’industria dell’Internet of Things, cioè l’Internet delle Cose: sia i bisogni attuali che quelli del futuro. Lo stesso discorso vale per la cosiddetta Industria 4.0, che sempre più spesso si avvale di camere climatiche interconnesse e integrate.

Insomma, essendo disponibili con formati, caratteristiche e funzioni diverse (per prove di shock termico, per prove di altitudine, e così via, le camere climatiche coprono un vasto assortimento di opportunità: possono essere destinate alle industrie chimiche come a quelle plastiche, alle industrie elettriche come a quelle automobilistiche, alle applicazioni di ricerca e sviluppo come ai controlli di qualità, alla produzione di singoli componenti come alla realizzazione di prodotti completi. Ciò è possibile in virtù di soluzioni tecniche decisamente avanzate, che permettono di simulare e di testare qualunque condizione di prova che possa essere prevista per i prodotti.