Sono tantissime le famiglie italiane che si trovano ogni giorno a decidere come gestire la quotidianità di un parente anziano. La popolazione del nostro Paese, da diverso tempo a questa parte, sta andando incontro a un progressivo aumento dell’età media.

Entrando nel vivo delle varie situazioni, è il caso di citare il fatto che, in molti frangenti, si ha la necessità di gestire a domicilio il parente di età avanzata. Attenzione: non è detto che l’assistenza per anziani a domicilio sia da scegliere solo nei casi in cui la persona è in grado di gestire in maniera minimamente autonoma la sua quotidianità.

Può infatti capitare di avere a che fare con situazioni di anziani gestiti a domicilio e allettati. I motivi dietro alla scelta di non optare per la casa di riposo sono numerosi e profondamente legati alle singole situazioni familiari, che possono essere caratterizzate da implicazioni psicologiche relative anche all’individualità dei parenti del soggetto di terza età.

Chiarita questa doverosa premessa, vediamo assieme alcuni consigli utili per gestire nel migliore dei modi le situazioni in cui si opta per l’assistenza domiciliare di un parente anziano.

L’importanza di predisporre gli spazi

Nel momento in cui si decide di valutare l’assistenza domiciliare per un parente anziano, è molto importante predisporre adeguatamente gli spazi in casa. Questo significa, per esempio, dedicare un armadio o un mobile più piccolo ai presidi per l’incontinenza, se necessari.

Nelle situazioni in cui l’anziano è allettato, può essere utile, così da dare all’operatore lo spazio massimo di manovra, spostarlo in una camera da letto diversa dalla sua se è troppo piccola.

Il rapporto con il medico curante

Quando si parla dei consigli relativi alla gestione domiciliare di un parente anziano, è doveroso chiamare in causa l’importanza del rapporto chiaro con il medico curante. Il motivo è legato soprattutto al fatto che, consultandosi con questo professionista, è possibile valutare il numero di ore di assistenza necessarie.

Affidarsi a un badante o a un OSS non significa sempre fare riferimento ai suoi servizi 24 ore su 24. In alcuni casi, infatti, può essere necessaria un’assistenza domiciliare solo per un numero di ristretto di ore. L’unica persona in grado di fornire dritte valide in merito è il medico curante, che conosce tutte le specifiche relative alla salute sia fisica, sia psicologica.

Il periodo di prova

Nelle situazioni in cui, per motivi legati sia alla salute dell’anziano, sia alle proprie esigenze pratiche – non sempre chi ha un familiare avanti con l’età e con problemi di salute ha la possibilità di conciliare la gestione della sua quotidianità con gli impegni di lavoro – si opta per una badante convivente, il periodo di prova è previsto dalla legge e deve essere gestito con intelligenza, senza sottovalutarlo assolutamente.

La prima cosa da fare è, se in casa vivono altre persone oltre all’anziano, predisporle ad accogliere il badante che, anche se inizia una parentesi lavorativa, si trova comunque a dover convivere con soggetti a lui estranei.

Un altro consiglio molto importante da considerare prevede il fatto di vedere come si rapporta il professionista all’anziano non solo per quanto riguarda la gestione pratica, ma anche per quel che concerne l’empatia.

Un sorriso, una parola di incoraggiamento, una carezza sul volto sono rilevanti tanto quanto la capacità di cambiare un presidio per l’incontinenza o di fare una flebo, se necessaria.

Proseguendo con l’elenco delle dritte da mettere in primo piano quando si parla di gestione del periodo di prova di un assistente domiciliare per anziani, un doveroso cenno deve essere dedicato anche all’eventuale predisposizione degli spazi in casa.

Questo significa preparare una stanza sufficientemente ampia dedicata al riposo notturno del badante, che ha giustamente diritto a comfort e privacy.