Vincenzo Nibali, ciclista italiano di fama internazionale, è famoso in questi giorni per la sua incredibile performance durante il Tour de France che lo sta vedendo protagonista e dominatore vincendo la sua quarta vittoria di tappa sull’Hautacam nei Pirenei, diciottesima tappa del Tour de France e giorno del centenario di Bartali.

Quest’anno e’ lui il padrone indiscusso del Tour e grazie ad una inesauribile grinta e determinazione che rendono onore al soprannome per cui è conosciuto, ossia quello di “Squalo dello Stretto”, ottenuto in pista grazie a strabilianti prestazioni sulle due ruote, la vittoria è alla portata di mano: lo SQUALO GIALLO sta conquistando il Tour.

Egli infatti è temuto dai suoi avversari per fulminei ed inaspettati scatti, spesso nell’ultima parte della gara, che sono in grado di fargli guadagnare preziose posizione mentre gli altri ciclisti non riescono a controbattere a causa della stanchezza fisica che l’innumerevole numero di chilometri provoca loro.

Non è solo il miglior ciclista del momento

Affianca alle sue capacità sportive una grande filantropia, che lo rende portavoce di associazioni non lucrative dedite principalmente alla ricerca sulle lesioni spinali, tutt’ora incurabili.
In proposito di ciò, nel novembre 2013 e nel gennaio 2014, aderì a pedalate di beneficenza, che ovviamente, grazie alla sua presenza, ottennero una grande visibilità e partecipazione.

Le lesioni spinali sono infortuni delicati che possono portare nel peggiore dei casi ad una paralisi totale, che per ora è soltanto guaribile in piccola parte tramite un lungo processo riabilitativo, ma che non prevede ancora una soluzione soddisfacente di tipo medico / chirurgico.

E’ ovvio come ad un ciclista come Nibali la questione possa stare a cuore: infatti lo sport da lui praticato, purtroppo, può portare ad infortuni, e cadere nel modo sbagliato può comportare uno shock alla colonna vertebrale tale da ledere la spina dorsale ed il midollo in essa contenuto.

Un contributo alla causa pare così il comportamento naturale da parte del ciclista.

Per l’associazione onlus Marina Romoli l’uso di testimonial non è ovviamente l’unico modo per ottenere maggior visibilità.
Oltre ai modi più classici come la creazione di eventi e le sovvenzioni statali per la pubblicità cartacea, queste associazioni onlus beneficiano grandemente dell’ascesa di internet, che da loro la possibilità di raggiungere una grande quantità di utenti e di possibili donatori.

C’è infine da dire che queste associazioni sono organizzazioni composte prettamente da volontari, e che in quanto tali prevedono del lavoro non retribuito: infatti è sempre più comunque che i cittadini (in particolare quelli più giovani) decidano di lavorare (anche saltuariamente) per queste associazioni con il solo fine di fare del bene per la collettività.