Corso per agenzia di viaggi, quali requisiti occorrono

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Ami viaggiare? Adori organizzare itinerari per le tue vacanze e prepararne di speciali anche per i tuoi amici? Sapevi che potresti farlo diventare un lavoro? In un momento come questo di forte crisi, trovare un lavoro alternativo inserito soprattutto nel digitale è fondamentale per poter essere certi di inserirsi nel mondo del lavoro. Il corso per agenzia di viaggi è sicuramente uno sbocco interessante per gli appassionati di viaggio; per poter diventare operatore di viaggio e organizzare tour e pacchetti di sconto è importante seguire un corso online in modalità e-learning per poter aprire e avviare un’agenzia di viaggi online di successo. Attualmente gli sbocchi lavorativi sono numerosi e per poter iniziare ad operare in questo settore è sufficiente seguire questo iter: infatti Turismo Formativo offre un corso per agenzia viaggi che ti permette, da subito, di inserirti nel mondo del lavoro.

Corso per agenzia di viaggi: quello che devi sapere

La prima cosa che devi sapere è la durata del corso: in modalità e-learning, cioè potendo guardare le lezioni in streaming da ovunque e a qualsiasi ora, il corso si compone di 16 lezioni che ti portano a scoprire il mondo delle agenzie di viaggi inserendosi anche nel settore digitale; nei moduli vengono quindi affrontati aspetti legati al web, ai siti e ai social ma anche alle campagne per potersi promuovere al meglio.

Quali sono gli sbocchi lavorativi? Molte delle persone pensano che un corso per operatore turistico online vada ad inserirsi solo nel settore del marketing turistico ma non è così; oltre alla carriera da digital travel oggi è possibile avviare un brand turistico e non solo un’agenzia di viaggio.

Perché scegliere il corso per agenzia di viaggio? In primis si inizia a lavorare da subito; una volta ottenuto l’attestato di partecipazione e aver studiato le lezioni dei moduli operativi si è formati per entrare nel mondo del lavoro e in modo particolare nel settore del turismo.

Quali requisiti servono?

Il corso non evidenzia particolari requisiti necessari per poter accedere al corso a parte la passione per il settore dei viaggi e quella per il digitale; il corso è aperto a tutti ed è sufficiente seguire e studiare il materiale dei 16 diversi moduli per poter iniziare a lavorare nel settore turistico.

L’agenzia di viaggi online offre numerosi vantaggi: in primis, rispetto ad una agenzia di viaggio fisica, ha dei costi differenti. Non c’è un affitto della location, non si devono pagare le bollette di un negozio e si può svolgere il tutto comodamente da casa. Il secondo vantaggio è quello di poter lavorare su un territorio nazionale: infatti, grazie ai social e al web, l’agenzia di viaggi può promuovere pacchetti e promozioni su tutto il territorio, senza limitarsi ai viaggiatori della propria città. Il corso formativo completo consta di 16 lezioni tutte in modalità e-learning per poter studiare da remoto con grande flessibilità oraria; durante il percorso formativo si impara come creare pacchetti di viaggio, l’importanza della promozione, il target e fare un’analisi di mercato. Per poter emergere è sufficiente scegliere una nicchia in cui inserirsi e puntare molto su quella; un esempio? Si possono creare pacchetti di viaggio solo per sportivi, per chi viaggia con bambini, per chi sceglie viaggi ad impatto ambientale ridotto o ancora puntare sui turisti stranieri che possono scoprire le bellezze italiane meno conosciute. La suite formativa che ti suggeriamo è un percorso davvero interessante da intraprendere per inserirsi nel settore dei viaggi con una chiave moderna e attuale per poter iniziare a lavorare da subito. Se vuoi scoprire come aprire un’agenzia viaggi ed inserirti nel settore travel allora devi seguire questo corso; per maggiori informazioni visita il sito ufficiale dove puoi consultare anche il programma di corso completo.

Bacheche per ufficio da interno e da esterno, caratteristiche e differenze

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Come organizzare il lavoro in ufficio al meglio? Scegliendo delle comodissime bacheche per ufficio da interno e da esterno. La bacheca è un oggetto super utile, perché la sua principale funzionalità è quella di poter pianificare il lavoro, lasciare appunti o memo da non sottovalutare assolutamente.

Uno strumento immediato, che mette in contatto i colleghi: pratica, comoda e anche ottima per abbellire, la bacheca per ufficio può essere inserita nei luoghi singoli, come gli uffici privati, nella sala riunioni, ma non solo. Quali sono le differenze tra bacheca interna ed esterna? E quali le caratteristiche che dovrebbero offrire? Se al momento stai valutandone l’acquisto, scopri tutte le bacheche per ufficio di Top Eventi Store.

Bacheche per ufficio da interno: caratteristiche

Come si sceglie la bacheca per ufficio? Quali sono i fattori di cui tenere conto? Sebbene esistano diversi modelli, è importante comprendere le proprie necessità. Oltre al design e all’estetica, che volendo possono non essere tralasciati, è essenziale alla base puntare sulla comodità e sulla praticità.

Quando parliamo di bacheche per ufficio da interno, possiamo valutare un grande classico: il modello in sughero, da sfruttare con note e puntine. Un altro modello molto interessante è la bacheca magnetica da ufficio con chiusura a chiave. Nonostante gli enormi vantaggi che presenta, in realtà ha un costo molto contenuto.

Su Top Eventi Store, puoi anche scoprire un modello molto avanzato di bacheca per interno in sughero con ante scorrevoli: moderna e funzionale, ti consente di fissarla al muro in brevissimo tempo, con un montaggio e smontaggio immediati anche per chi non è un esperto di bricolage e fai da te.

Bacheche per ufficio da esterno: caratteristiche

Approfondire le caratteristiche delle bacheche per ufficio da esterno è importante, perché entrano in gioco dei fattori diversi. Se all’interno la bacheca rimane protetta e al sicuro, all’esterno, invece, deve scontrarsi contro l’umidità, il vento e la pioggia. Durante l’acquisto, dobbiamo dunque tenere conto dei fenomeni atmosferici avversi per determinare il materiale migliore.

I modelli di bacheche per esterno sono piuttosto interessanti, realizzati in materiali resistenti, fatti per durare a lungo e per consentire il massimo del comfort durante l’uso. Oltretutto, è bene fare una distinzione netta tra bacheca e lavagna. Per gli avvisi e le comunicazioni, infatti, si può optare per un bacheca in alluminio: quest’ultimo è impeccabile per resistenza, forza ed estetica.

In alcuni casi si può anche scegliere una bacheca autoportante, soprattutto se non è presente un muro su cui fissarla. Il catalogo di Top Eventi Store, per fortuna, risponde a ogni esigenza o necessità: sfogliandolo, sarà possibile investire sulla soluzione migliore.

Differenze tra bacheche per ufficio da interno ed esterno per l’ufficio

La principale differenza tra la bacheca per ufficio da interno e da esterno è l’esposizione costante agli eventi atmosferici. Nel complesso, infatti, è fondamentale proteggere la bacheca: un acquisto deve sempre essere pensato sul lungo termine con lo scopo di prevenire una spesa ulteriore.

Attualmente, il mercato ha fatto dei passi in avanti da gigante: oltre al sughero, troviamo i modelli scrivibili, magnetiche, in panno. Non solo lavagne a muro o bacheche autoportanti, ideali durante le riunioni e i meeting, o gli stessi workshop aziendali.

Le bacheche per esterno vanno pensate per essere inserite in un contesto urbano e devono essere assolutamente indistruttibili, contrariamente a quelle per interno, la cui resistenza può essere leggermente più flessibile.

In alternativa, in ogni caso, si può valutare l’acquisto di una bacheca illuminata internamente a LED: per l’ufficio esterno, è un must essenziale, in particolare se c’è l’esigenza di garantire la lettura delle comunicazioni anche in orari notturni. Organizza il tuo ufficio nel migliore dei modi e punta sulle tecnologie migliori.

Inferriate, eleganza e sicurezza per le tue finestre e porte finestra

Le inferriate sono elementi di sicurezza e di arredo che non possono mancare in un’abitazione.

Che tu stia progettando la tua nuova casa o che tu stia semplicemente ristrutturando la tua vecchia abitazione, l’installazione di inferriate su finestre e porta-finestre è la soluzione migliore per scongiurare le intrusioni.

Si tratta di sistemi di sicurezza definiti passiviin quanto sono costituiti solo da una serie di barre metalliche che si estendono in verticale e che impediscono l’accesso alle porte e finestre dall’esterno dal momento che non lasciano lo spazio fisico sufficiente per far passare una persona.

Le finestre, purtroppo, sono i punti più deboli di un’abitazione, dal punto di vista della protezione del proprio nucleo familiare; non a caso sono proprio loro ad essere utilizzate generalmente dai ladri per introdursi.

Bisogna pertanto fare attenzione alla scelta in quanto sono uno dei mezzi principali di protezione contro eventuali intrusi.

Perché installare delle inferriate

Come forse saprai, negli ultimi anni i dati riguardanti i tentativi di furto in casa non sono per niente rassicuranti, lo confermano anche i dati Istat sulla questione.

Proprio per questo motivo spesso le persone preferiscono non vivere in zone “isolate”, e scelgono di acquistare appartamenti ai piani alti o comunque in un condominio e non in una casa indipendente o una villetta con terrazzi e giardini.

La paura è che in case di questo tipo sia garantita una minor sicurezza e che il rischio di scasso sia molto elevato.

Una soluzione potrebbero essere i sistemi antifurto, ma il loro costo è elevato e molti sono diffidenti al riguardo; ecco perché la soluzione migliore, resta quella di installare delle inferriate a finestre e portefinestre.

Vediamo i vantaggi di questo tipo di sistema di sicurezza:

  • Per prima cosa, risulta una soluzione decisamente più economica rispetto ad altri sistemi di protezione;
  • Sono semplici da installare, vanno comunque installate da professionisti, ma garantiscono la massima sicurezza;
  • Essendo ben visibili dall’esterno, a volte può bastare anche solo la loro presenza per scoraggiare eventuali ladri;
  • Possono persino impreziosire l’aspetto della tua casa, potrai scegliere colore e stile delle inferriate in modo da renderle idonee all’estetica della tua abitazione.

Non solo sicurezza, ma anche eleganza

Come dicevamo, molti sono scettici riguardo all’installazione delle inferriate perché temono di rovinare l’estetica della casa.

In realtà, questi sistemi di sicurezza possono persino migliorare l’aspetto della tua abitazione se scegli i materiali e i colori giusti in grado di donare eleganza alla tua casa.

Scegliere i prodotti giusti per la costruzione delle inferriate da posizionare su porte, finestre e portefinestre è fondamentale.

In primo luogo, perché diversi materiali garantiscono diversi livelli di sicurezza e di durata nel tempo, in secondo luogo per il discorso sull’estetica della casa.

Di solito questi dispositivi antintrusione sono realizzati in acciaio verniciato con delle vernici particolari che sono composte da polveri epossidiche e servono a garantirti massima sicurezza, la tranquillità e la protezione di cui hai bisogno per la tua casa.

Oltre a questo, come dicevamo, donano anche un’estetica gradevole all’esterno dell’abitazione.

Quindi, l’importante è scegliere materiali di qualità che non necessitino di particolare manutenzione e durano nel tempo.

Esistono diverse strutture di inferriate, dal momento che è possibile personalizzarle: ad esempio, oltre ai materiali, potrai scegliere anche i colori e le decorazioni.

In questo modo, questi dispositivi sono adattabili e ben abbinabili a tutti i tipi edifici, senza andare a rovinarne la facciata: che tu viva in una casa moderna, classica, rustica, industriale o storica, troverai senz’altro lo stile che fa al caso tuo (e della tua abitazione).

Scegliendo la giusta combinazione di materiali e colori potrai rendere la struttura della casa ancora più elegante e piacevole, ma soprattutto, sicura.

Lampadari Tiffany, dove acquistarli originali online

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I lampadari Tiffany sono a dir poco un classico senza tempo. Questa scelta di arredo per la casa rappresenta una tendenza vintage che non è mai davvero sparita. Ci sono degli stili che conquistano tutt’oggi e che fanno girare la testa, per la loro incredibile bellezza. Lo stile Tiffany si inserisce nella corrente dell’Art Nouveau. Porta un tocco di eleganza e raffinatezza alla casa, concede respiro agli ambienti più moderni ed è tradizionalista nelle case più classiche.

Chi ha inventato lo stile Tiffany? La storia di Louis Comfort Tiffany è una delle più affascinanti da conoscere. Un artista, un designer statunitense che ha saputo realizzare delle creazioni Art Nouveau imbattibili per l’epoca, un pittore e creatore di gioielli, conosciuto tutt’oggi in ogni parte del mondo per i suoi mosaici di vetro legato a stagno, comunemente conosciuto come vetro Tiffany. Dai un’occhiata all’e-commerce Tiffany Sicuro per trovare i migliori lampadari.

Dove acquistare online lampadari Tiffany

Se vuoi portare un pizzico di vintage alla tua casa, puoi ovviamente fare degli acquisti online, ma attenzione: molte lampade o lampadari Tiffany online non sono in alcun modo autentici o originali e non rispecchiano le guide dello stile. Pertanto, in fase di acquisto – visto comunque il costo – affidati solo ai migliori.

Tiffany Sicuro, l’e-commerce originale Tiffany

Tiffany Sicuro è l’e-commerce specializzato nella vendita di lampade e lampadari Tiffany. Specializzato nella sola vendita di questo stile, è molto fornito, perché sono presenti nel catalogo lampade da tavolo, da parete, da terra. Inoltre, offre la Garanzia di Spedizione e Reso Gratuiti per 30 giorni. Tra l’altro, puoi pagare alla consegna del corriere.

Sul loro sito, poi, sono disponibili una marea di informazioni sullo stile Tiffany, anche su come riconoscere lo stile originale. Purtroppo, il web è pieno di annunci falsi di Tiffany autentici e originali, che rovinano il mercato: spesso, al posto del vetro, viene utilizzata addirittura la plastica, ed è un vero e proprio peccato.

Perché scegliere lo stile Tiffany?

Ci sono dei complementi di arredo che sono davvero speciali, intramontabili e che rappresentano qualcosa di unico, innovativo, anche se sono passati decenni (se non secoli) dalla loro prima comparsa nel mondo dell’arredamento. Una lampada in stile Tiffany è qualcosa di speciale, perché non conferisce l’illuminazione classica all’ambiente. Non è solo una questione di luce, ma è molto di più.

Lo scopo delle lampade Tiffany è di abbellire, di arricchire le case e gli ambienti. Sebbene siano state strutturate in passato per le case più lussuose, oggi per fortuna sono alla portata di tutti. Illumina la tua casa con una luce calda, intensa, capace di dare un’emozione diversa. Non sono semplici lampade, bisogna intenderle come un vero e proprio pezzo d’epoca.

La storia dei lampadari Tiffany

C’è una correlazione tra lo stile Tiffany e la nota gioielleria? Certo, perché Louis Comfort Tiffany era il figlio di Charles Tiffany, il fondatore della gioielleria che è praticamente entrata nella storia. Le orme del maestro Tiffany sono seguite tutt’oggi. E il suo stile non è mai tramontato. No, anzi, è celebrato in ogni parte del mondo come maestro vetraio nell’arte vetraia Tiffany.

La lampada originale Tiffany – intesa come pezzo autentico dell’epoca – è in pratica quasi impossibile da trovare, a parte l’enorme valore storico, artistico e culturale che avrebbe. Oggi, si vendono delle riproduzioni fedeli o imitazioni, che tuttavia non vanno confuse. Purtroppo, infatti, c’è stato un incremento di falsi Tiffany, soprattutto sul web.

Il processo di creazione di un vero lampadario Tiffany è molto lungo, richiede tanta attenzione da parte degli artigiani per rispettare le orme del maestro L.C. Tiffany. Pertanto, acquista in modo sicuro al 100%: fai un salto su Tiffany Sicuro e sfoglia il loro catalogo, scegliendo la soluzione più vantaggiosa per te, in linea con l’ambiente che andrà ad arricchire.

Cosa dice la legge sulla sicurezza sul lavoro?

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Dare priorità alla prevenzione e alla protezione è fondamentale in azienda, soprattutto se si vuole mettere in pratica correttamente cosa dice la legge sulla sicurezza sul lavoro. Il concetto che sta alla base di questa normativa riguarda tutte le categorie e persegue l’obiettivo di rendere operative le precauzioni necessarie per impedire incidenti e condizioni insalubri durante le ore lavorative.

Nell’ultimo ventennio in Europa, nonostante le normative in proposito, il numero di infortuni e disagi patologici è continuato ad aumentare. A tale proposito l’Unione Europea già nel 1990 promulgò le prime direttive sulla tutela e sicurezza dei luoghi di lavoro, meglio conosciute come DL 626.

Ma il vero colpo di coda alle problematiche in materia di salute e ambienti di lavoro è assestato dal Decreto Legislativo numero 81 del 9 aprile del 2008. La legge ha portato la tematica della sicurezza sul lavoro da un campo di valutazione oggettivo ad un campo di tutela soggettiva. Grazie alla formazione degli addetti e alla obbligatorietà dei corsi di prevenzione si è arrivati ad un adeguamento degli ambienti lavorativi, degli impianti e delle macchine.

Corsi sicurezza sul lavoro: le 3 fasi

Il lavoratore prima della legge 81/08 subiva gli obblighi e le linee guida in materia di sicurezza sul lavoro. Successivamente ogni addetto in qualsiasi ramo professionale è diventato parte attiva nella prevenzione e nella responsabilità in azienda. L’articolo 37 del D.Lgs 81/08 mette in risalto l’obbligo di:

– Formazione

– Informazione

– Addestramento.

Il lavoratore dunque dovrà apprendere le competenze necessarie affinché la sua mansione sia svolta in sicurezza e insieme al datore di lavoro dovrà conoscere molto bene cosa dice la legge sulla sicurezza sul lavoro.

Dovrà essere informato sui rischi ai quali potrebbe esporre sé stesso e l’ambiente circostante.

L’addestramento dovrà prevedere invece esercitazioni pratiche atte a raggiungere un automatismo tale da evitare distrazioni fatali nei momenti di necessità.

Quando il lavoratore dovrà intraprendere corsi sicurezza sul lavoro?

Sempre l’art.37 sancisce che alla costituzione del contratto lavorativo l’occupato dovrà già essere formato in base alle normative della specifica categoria d’impresa. Anche in caso di trasferimento o cambio di ruolo operativo è obbligatorio valutare se esistono nuovi rischi, per i quali si esige un’integrazione formativa prima di cominciare la nuova mansione. L’introduzione in azienda di nuovi macchinari, di tecnologie innovative e impianti mette come priorità assoluta la conoscenza dei funzionamenti e l’informazione sui nuovi rischi da arginare.

Corsi sicurezza sul lavoro: danno – rischio – pericolo

Cosa dice la legge sulla sicurezza sul lavoro riguardo ai concetti di danno, rischio e pericolo? Il danno è tutto ciò che consegue dopo un evento negativo che ha causato una riduzione qualitativa e funzionale della vita del lavoratore. Il rischio è la probabilità che un potenziale danno possa occorrere durante le ore di impiego, e che alcuni agenti possano ledere anche le aree circostanti. Il pericolo è dato invece dalla tipicità intrinseca di un determinato ruolo o ambiente lavorativo (sostanze, attrezzi) atta a causare potenzialmente dei danni.

Sicurezza sul lavoro: infortunio e malattia professionale

L’infortunio è un trauma procurato dal lavoratore in azienda che procura lesioni o un cambiamento sfavorevole del suo stato di salute. La malattia professionale invece definisce danni cronici attribuibili alla mansione specifica dell’addetto. Le patologie correlate al lavoro sono sempre rilevate in base a due fattori:

– causa

– tempo.

Ad esempio una postura sbagliata sul lavoro, nel perdurare del tempo, può causare una patologia per la quale il lavoratore può denunciarne la responsabilità e richiedere un risarcimento. Per questo è imprescindibile per l’imprenditore sapere cosa dice la legge sulla sicurezza sul lavoro.

Sicurezza sul lavoro: i soggetti responsabili

Il servizio di prevenzione e protezione erroneamente chiamato “antinfortunistica” è un organo fondamentale in azienda per proteggere i lavoratori, atto a:

individuare tutti i fattori di rischio presenti

valutare i rischi nelle varie mansioni

elaborare misure di sicurezza sul lavoro.

Per questo esiste un personale tecnico responsabile che viene formato dai migliori corsi sicurezza sul lavoro; nessun addetto o imprenditore può sostituirsi alla figura preposta che ha studiato la normativa e sa come applicarla ad hoc.

Bypassando tutta la scala gerarchica che va dal datore di lavoro, ai quadri dirigenziali, ai preposti come capofabbrica e capomastri si arriva alla fascia più vulnerabile: quella dei lavoratori. Sarà scelta tra di loro la figura chiave del Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.) che dopo efficaci corsi di specializzazione tenuti da specialisti esterni, potrà essere il punto di riferimento per i suoi colleghi.

Requisiti per l’utilizzo dei fitofarmaci

corsi per il patentino dei fitofarmaci
Da qualche anno, la normativa italiana si è aggiornata per quanto riguarda l’impiego dei prodotti fitosanitari. Si tratta di tutti quei prodotti utili alla protezione e la conservazione di organismi vegetali e sono sempre più in uso all’interno delle realtà aziendali. Se prima l’unica certificazione richiesta in questo ambito riguardava soltanto i rivenditori, dal 2019 è necessaria una formazione specifica anche per l’acquisto e l’impiego di questa categoria di prodotti. Va da sé, quindi, che qualsiasi azienda ne faccia utilizzo avrà necessariamente bisogno di un professionista correttamente formato nell’utilizzarli e gestirli. Grazie alla società specializzata in formazione TINI, con sede a Torino, è però possibile seguire un corso dedicato per ottenere le certificazioni necessarie a operare in questo settore.

Corso per il patentino per la gestione di fitosanitari: come funziona

Il corso per il patentino dei fitofarmaci si suddivide in tre moduli che, insieme, consentono sia di approfondire tutte le conoscenze necessarie alla gestione dei fitoterapici che di mettere in pratica quanto appreso. Il primo modulo è dedicato agli aspetti giuridici. Come indicato in precedenza, infatti, la legislazione sul tema dell’utilizzo dei fitoterapici si è evoluta molto nel corso degli ultimi anni, sia a livello nazionale che europeo. Grazie a questa prima parte, il corsista affronterà un dettagliato excursus delle normative, riuscendo in questo modo a sapere con puntualità quali siano le norme di legge che devono essere seguite per operare con questi prodotti.
Dopo la prima parte, che fornisce un quadro generale, il secondo modulo scende più nel dettaglio, andando ad analizzare le caratteristiche dei prodotti in sé in modo che il corsista possa conoscerli sotto ogni aspetto. Si parlerà dei rischi associati all’utilizzo dei fitosanitari, in modo da essere sufficientemente preparati a evitare spiacevoli inconvenienti. A tal proposito, verranno approfondite alcune misure in grado di ridurre i rischi per le persone, oltre che dettagliate strategie di produzione e difesa integrata e contenimento biologico. Inoltre, il modulo approfondisce quali siano le corrette tecniche di trasporto, come si utilizzano gli strumenti di protezione individuale e di applicazione dei prodotti fitosanitari. Infine, una lunga parte è dedicata alla valutazione comparativa di questi prodotti. Un professionista qualificato, infatti non ha, all’interno dell’azienda, il solo compito di maneggiare i fitoterapici ma anche di sceglierli e acquistarli. Questo, ovviamente, comporta essere perfettamente in grado di riconoscerne le caratteristiche, selezionando i prodotti di maggior qualità e che più rispondono alle proprie esigenze specifiche. Il tutto, ovviamente, per contenere i rischi associati a questi prodotti.
Infine, il terzo modulo è quello dedicato alla verifica delle conoscenze acquisite. Al termine del percorso, infatti, è prevista una serie di test teorici mirati alla verifica dell’effettiva acquisizione delle competenze contenute nel corso. Solo in questo modo, infatti, si può essere sicuri che le nozioni trasmesse siano sufficienti all’acquisizione del certificato finale.

Quanto dura il corso e che tipo di certificazioni rilascia

Il corso, nella sua interezza, offre venti ore di formazione, suddivise all’interno dei tre moduli. Al termine del percorso, previo superamento dei test previsti all’interno del modulo conclusivo, viene rilasciato un attestato che certifica l’abilitazione all’utilizzo, la selezione e l’acquisto di prodotti fitosanitari secondo le normative più recenti. Doveroso segnalare anche il fatto che, per mantenere l’abilitazione, è necessario seguire dei percorsi di aggiornamento che consentano di rimanere al passo con i tempi man mano che il mercato si evolve. In questo caso, ad un costo ridotto e per un ammontare complessivo di dodici ore di formazione, è possibile usufruire di questo corso per un semplice aggiornamento professionale.

Food service, il servizio della ristorazione per ogni esigenza

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Che cos’è il Food Service e perché è un servizio molto importante per il business gastronomico? Il settore della ristorazione ha spesso subito numerose rivoluzioni, in quanto la pianificazione del cibo da preparare deve essere ottimizzata, così da rispondere subito agli ordini e alle consegne dei clienti. Questo servizio supporta le imprese gastronomiche e aumenta la loro efficienza.

Con Food Service, intendiamo una tipologia della ristorazione che si appoggia al cibo pronto da cucinare: vengono consegnate tutte le attrezzature necessarie per la preparazione del cibo. Alcuni dei prodotti più diffusi sono le salse, i prodotti caseari, così come della panetteria e della pasticceria. In alcuni casi vengono inclusi anche i prodotti congelati. Il grande assortimento proposto dal Food Service non è in alcun modo da sottovalutare, in particolare per le catene che devono far fronte a un grande flusso di clientela. Su Pregis.it, è possibile approfondire un catalogo molto vasto di prodotti tra cui scegliere.

Food Service: cos’è?

Il trend del Food Service è ormai in netto aumento. Negli ultimi anni, si è diffuso un po’ ovunque, non è più una semplice abitudine, ma una certezza per tantissimi punti vendita. L’offerta, oltretutto, è migliorata rispetto al passato: c’è un controllo e una selezione degli ingredienti davvero elevata. Anche i processi produttivi subiscono il medesimo controllo della qualità, pertanto questo aspetto non è da mettere in discussione.

Il nostro modello di vita attuale è cambiato rispetto al passato. Di conseguenza, le abitudini alimentari sono diventate più un’esigenza da consumare velocemente, ma senza rinunciare al sapore e alla bontà. Per venire incontro alle richieste dei consumatori, si è scelto di ideare un servizio che potesse ottimizzare i tempi, ma allo stesso modo vendesse pasti ottimi, per il sapore, mantenendo la tradizione culinaria.

Elementi del Food Service

Che cosa apporta il Food Service al ristorante? Quali sono gli effettivi vantaggi? Prima di tutto, si pone il cliente al centro della strategia. Il tempo di preparazione delle ricette sarà nettamente più ridotto. In questo modo, potrai concentrarti su altri fattori, come migliorare il servizio. La strategia di vendita avrà i suoi vantaggi, in particolare se il tuo locale si trova in un punto molto affollato all’ora di pranzo, vicino agli uffici.

Le aziende di servizi alimentari si sono adattate a standard molto rigorosi e qualitativamente alti. La sicurezza in materia alimentare non è mai abbastanza, e pertanto potrai di certo affidarti ai servizi migliori. Ci sono altri due aspetti che, nel complesso, fanno pendere l’ago della bilancia, come la riduzione dello spreco e i prezzi di vendita dei prodotti.

Dal momento in cui con il Food Service riceverai ingredienti specifici per la preparazione di determinati piatti, non dovrai acquistare ulteriori prodotti. Pertanto, combatterai lo spreco e potrai mostrare ai tuoi clienti di tenere alla filosofia ecosostenibile. Infine, i prezzi non sono poi così esagerati: molto accessibili, in base alla tipologia della propria attività.

Strategia di fidelizzazione (e non solo)

Infine, considera questa scelta come una vera e propria strategia di fidelizzazione. Che cosa significa? Un cliente, all’ora di punta, vuole mangiare bene, ma vuole anche ottimizzare i tempi, senza attendere troppo tempo per il proprio pasto. Dal momento in cui il Food Service è un servizio di ristorazione espresso, potrai offrire il massimo, senza alcun problema.

Nato negli Stati Uniti, la fornitura di prodotti alle imprese gastronomiche è ormai diventato un trend di cui non si può più fare a meno. Qualità, risparmio, velocità e sicurezza: elementi imprescindibili per qualsiasi ristoratore, che si possono ottenere solo affidandosi al miglior servizio di Food Service possibile. Scegli tra numerose ricette sfiziose: i tuoi clienti non potranno fare a meno di venire da te!

Compressori per l’industria: cosa sono?

scegliere il compressore industriale giusto

I compressori per l’industria sono dei macchinari che incrementano la pressione di un gas tramite l’energia meccanica.
Il processo è necessario poiché consente di sfruttare l’energia prodotta dalla compressione dell’aria per eseguire una specifica attività. Questi compressori, generalmente, si impiegano nell’ambito industriale, in quanto rappresentano un ottimo aiuto per l’essere umano. Grazie ad essi, si possono svolgere innumerevoli mansioni in maniera ottimale e in breve tempo. Molti compressori industriali al giorno d’oggi hanno una resistenza altissima al calore, che gli consente di lavorare mantenendo una produttività eccellente fino a 45 gradi. Durante l’inverno invece, si consiglia di inserire i compressori in locali in cui la temperatura non scende al di sotto dello 0. In un’era digitale come quella che stiamo vivendo, si è arrivati a controllare un compressore industriale pure da remoto. È l’ideale per ottimizzare il lavoro e aumentare la sicurezza dello stesso.
Le componenti che permettono tale controllo sono ovviamente dei sensori (in grado di rilevare tutti i parametri) e una centralina (in grado di elaborarne i risultati attraverso un software).

Se hai la necessità di scegliere un compressore per la tua industria, ti consigliamo di visitare il sito di Steri, che da oltre cinquant’anni si occupa di fornire questi macchinari a diverse aziende italiane.

Come agiscono i compressori industriali

L’elemento base per far funzionare i compressori è rappresentato dal mix dei componenti che rendono possibile il processo di compressione dei gas. Nel processo si possono impiegare in due differenti tipologie di tecnologia: meccanica e dinamica. La tecnologia meccanica è quella che si utilizza maggiormente. Si verifica con dei movimenti precisi di un pistone o di una vite. La compressione del gas invece, avviene diminuendo il volume a disposizione.
La tecnologia dinamica comprime il gas, facendolo passare attraverso specifiche turbine o centrifughe. I compressori per l’industria, usufruiscono di un motore elettrico, quindi, l’energia trasmessa fra il motore e il gruppo di compressione si distingue in trasmissione a cinghia e diretta. La trasmissione diretta a differenza di quella a cinghia, assicura un vantaggio importante, poiché quest’ultima lavora senza alcuna perdita di energia. Per quanto riguarda la scelta del compressore, va precisato che in commercio ne esistono molteplici tipologie. Prima di acquistarne uno, comunque, è bene valutare alcuni aspetti. In primis il settore industriale in cui dovrà operare, nonché l’obiettivo del suo funzionamento. A livello ambientale è necessario valutare la possibile presenza di gas o polveri nocive. L’eccesso delle sostanze in questione, diminuirà la vita dell’apparecchio, provocando il bisogno di più manutenzione del dovuto. Il rischio che porta la presenza di gas è quello di ostruire i filtri e ulteriori componenti sensibili del compressore.

Tipologie di compressori per l’industria

Vi sono differenti compressori industriali: a vitea membrana, a pistoni oppure a diaframma.
I compressori a vite hanno due alberi rotanti che lavorano in maniera eccellente ruotando in senso contrapposto. Così facendo si imprigiona l’aria, che poi, subito dopo, viene trasportata sul lato opposto. Il fine è quello di aumentare la pressione del macchinario. Molti modelli di compressori a vite ormai, hanno dei dispositivi di sicurezza che vanno a bloccare lo strumento quando parte e quando percepisce una temperatura negativa. I compressori industriali a pistoni presentano delle valvole (di apertura e chiusura) e tramite esse vengono messe in contatto la camera dentro al cilindro presente con la tubazione di aspirazione e quella della mandata. I compressori a membrana svolgono il processo di compressione tramite un cilindro che al posto di un pistone o di una vite contiene un apposita membrana. Questo compressore, in genere, si impiega nel settore farmaceutico, chimico e alimentare in quanto è molto silenzioso.

La lubrificazione

Qualunque fluido una volta che viene compresso si riscalda, e il calore deve per forza essere asportato. La lubrificazione dunque, svolge un importante ruolo nel processo di compressione per ridurre l’attrito delle parti. Nei compressori a vite, il lubrificante si inserisce nel gruppo compressore, mentre nei compressori a pistoni c’è un carter specifico per contenere l’olio. I gomiti dell’albero sbattono in questo carter e si lubrificano.

La bellezza di Bergamo Alta: storia ed edifici

cosa vedere a bergamo alta
La città di Bergamo è convenzionalmente divisa in parte alta e parte bassa, con la parte alta comprendente la zona più antica della città, di una bellezza davvero stupefacente e meta turistica sia per il suo interesse artistico che per quello storico.

La storia di Bergamo Alta: le Origini

Il territorio di Bergamo è stato abitato fin dall‘età del ferro da un’antica popolazione di origine celto-ligure, gli Orobi.
Non vi sono certezze né sull’origine di questa popolazione né sullo stesso significato del loro nome; secondo una recente interpretazione, orobi significherebbe “coloro che abitano sull’acqua”.
La leggenda narra che il fondatore della città di Bergamo sarebbe stato Cydno, figlio di Ligure, che, dopo aver invaso la Pianura Padana ed essere arrivato fino alla zona dell’odierna Bergamo, avrebbe tracciato con un aratro un solco quadrato dal Colle della Farra al Colle di San Eufemia e lo avrebbe chiamato Barra.
Alcuni studi fanno risalire il nome di Bergamo proprio alla parola prelatina “barra” che significa con tutta probabilità capanna.

L’impero Romano

Intorno al 550 a.C. Bergamo viene conquistata dai Cenomani, un popolo gallico originario della Gallia cisalpina (regione circostante l’attuale città di Le Mans); il dominio gallico persiste fino a circa il 200 a.C. quando la città viene conquistata dai Romani.
Nel 49 a.C. i cittadini di Bergamo, frattanto divenuta un florido municipio fortificato, acquistano lo status di cittadini romani.
Durante le invasioni barbariche, Bergamo viene più volte invasa e saccheggiata fino a passare, nel 568, sotto il dominio dei Longobardi; nel 570 la città, di notevole importanza strategica per la sua posizione geografica, diventa ducato fino al 700.
Nel 774 Carlo Magno conquista tutta l’Italia settentrionale, incluso il territorio di Bergamo e quest’ultima diventa contea.
Tra il 904 ed il 1098, la città è governata dai vescovi-conti, l’ultimo dei quali, il vescovo Arnolfo, viene scomunicato dal papa e cacciato da Bergamo.
Nel 1156 l’imperatore Federico Barbarossa concede a Bergamo il diritto di coniare moneta, facendola diventare comune libero; nello stesso anno il comune entra in guerra per la prima volta con la rivale Brescia.
Nel 1167 Bergamo entra a far parte della Lega Lombarda per contrastare l’imperatore.

Lo sviluppo della città bassa e i vari edifici storici

Nel 1198 viene completato il Palazzo della Ragione e la città comincia ad espandersi al di fuori delle mura in quella che é oggi la città bassa.
Le bellezze architettoniche di Bergamo Alta, mura ed edifici
Dal 2017 le mura di Bergamo Alta sono patrimonio dell’UNESCO; queste fortificazioni circondano tutta la parte alta della città e furono costruite tra il 1561 ed il 1588 per ordine della Repubblica di Venezia che, all’epoca, controllava anche il territorio di Bergamo.
La loro costruzione, purtroppo, comportò la distruzione di molti edifici, tra cui la Cattedrale di San Alessandro, ma, in alcuni punti, sono ancora visibili le mura precedenti, incluse quelle di epoca romana.
Alcuni tra i meravigliosi edifici che contribuiscono alla bellezza di Bergamo Alta sono: il Palazzo della Ragione, Palazzo Nuovo, il Duomo dedicato a Sant’Alessandro, la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Cappella Colleoni.
Il Palazzo della Ragione fu costruito durante l’epoca comunale, quasi mille anni fa, allo scopo di ospitare le assemblee politiche del comune; esso deve il suo nome, però, all’uso che ne fece la Serenissima durante il suo dominio, cioè quello di tribunale.
Un’altra tappa che non può mancare durante una visita a Bergamo Alta è quella alla Basilica di Santa Maria Maggiore, edificio imponente, romanico all’esterno, barocco all’interno.
I bergamaschi decisero di costruire questa basilica come ex voto alla Madonna affinché fermasse una serie di epidemie che stavano flagellando il territorio.
Le decorazioni all’interno di Santa Maria Maggiore furono realizzate su disegno di Lorenzo Lotto.
Adiacente alla Basilica di Santa Maria Maggiore, si trova la Cappella Colleoni, magnifico edificio di epoca rinascimentale, voluto da Bartolomeo Colleoni come mausoleo per se stesso e per l’amata figlia Medea.
Il Duomo di Sant’Alessandro sorge nel luogo dove si narra avvenne il martirio di Sant’Alessandro; la sua costruzione fu iniziata su progetto del 1450, ma ultimata solo nel 600.

Abitate nella città di “Bergamo” e avete necessità di un buon centro d’ implantologia dentale?

Implantologia Centro Daina

Allora rivolgetevi con fiducia al centro “Daina”.
Noterete subito che il paziente viene messo al centro e rispettato prima di tutto come persona e poi come un caso “clinico”.
Inoltre c’è una forma di rispetto anche nei confronti della situazione economica di chi si rivolge a loro, in quanto basano la soluzione ideale per il loro problema pure su tale aspetto.
I servizi offerti, poi, sono in continuo aggiornamento e sono svolti da un “team” fondato su una grande competenza e professionalità.
Qui di seguito potrete leggere più nel dettaglio tutto ciò che riguarda l’ implantologia dentale svolta in questo centro.

Cos’è l’ implantologia dentale?

Esattamente si tratta di una procedura che permette d’inserire nell’osso posto nella zona della mascella oppure della “mandibola” delle radici di tipo “artificiale”. Queste ultime hanno il compito di sostituire in maniera efficace uno o più denti che mancano.
Dopo aver integrato perfettamente l’impianto nell’osso, si potrà proseguire con l’avviamento delle “corone”, ovvero della dentatura “artificiale”, poste direttamente sopra l’impianto. In alternativa si potranno andare a “cementare” su un “moncone”, che poi bisognerà provvedere ad avvitare all’installazione.
La realizzazione di un “impianto” di questo genere è svolta in base a diversi tipi di lunghezza e di diametri. Inoltre viene utilizzato rapportandosi al volume dell’osso rimanente, misurato mediante l’attuazione della “TAC”.

Per chi è adatta l’implantologia dei denti?

Tale tipologia d’intervento non presenta alcun effetto collaterale e, solitamente, si consiglia per qualunque tipo di paziente. Quindi per coloro che fumano in modo spropositato, ma pure per quelle persone che a causa di determinate malattie, hanno bisogno di fare dei controlli periodici.
In modo particolare, gli individui che si sottopongono a quest’operazione sono prettamente le persone adulte che soffrono di “edentulia”.
In ogni caso generalmente non esistono dei limiti d’età per svolgere questo specifico intervento ai denti.
Difatti può capitare che debbano sottoporsi all’ implantologia dentale pure coloro che appartengono alla fascia d’età più giovane, per via di un trauma o per un'”agenesia” dentaria.
In tali circostanze risulta fondamentale, prima di fare questo procedimento, appurare che la crescita delle ossa sia totalmente terminata.
Precedentemente all’ implantologia verranno svolti tutti i controlli medici indispensabili e un’accurata visita, per riscontrare che ci siano tutte le condizioni essenziali per poter procedere.
Poi per l’attuazione dell’ implantologia e per stabilire un piano curativo adeguato, capace di accordare le necessità funzionali e quelle dal punto di vista estetico di ogni paziente.
Nel caso in cui la quantità ossea non dovesse bastare per poter fare l’intervento, allora si potrà usufruire di soluzioni alternative, come per esempio la rigenerazione “ossea”.
Così si potrà avere la massa “ossea” giusta per lo svolgimento dell’ implantologia.

I due tipi d’implantologia “dentale”?

Il carico “differito” è la tecnica abituale che include il fatto di andare a fissare la “corona” sull’impianto unicamente dopo l'”osteointegrazione”. Quindi dopo circa “3” o “4” mesi. Durante tutto questo lasso di tempo, il paziente dovrà portare la protesi di tipo mobile.

L’ implantologia a carico immediato permette, invece, di riuscire a inserire dei particolari “impianti” per i denti costituiti dal “titanio” e il loro “caricamento” effettuati entrambi nella medesima seduta.
Oppure tale procedimento si può attuare entro massimo uno o un paio di giorni dopo l’intervento.
Tale procedura assicura una serie di notevoli benefici, per quanto concerne il lato estetico ma pure funzionale.
Oltre al vantaggio di poter disporre fin dal principio di una dentatura fissa.
In seguito a una scrupolosa visita preparativa e dopo diversi controlli strumentali, il vostro specialista localizzerà la soluzione maggiormente valida per poter poi intervenire.

In questo modo il paziente potrà ritrovare la voglia di sorridere e un’efficiente masticazione.