Immobili e investimenti, un connubio vincente? Tutti si chiedono continuamente se sia il momento migliore o il momento giusto per investire in immobili.

In rete si trovano decine e decine di articoli dedicati agli investimenti, alla finanza, ed al settore immobiliare (a proposito ti consiglio la categoria dedicata agli investimenti di forexnotizie.it e l’articolo “come investire i risparmi“?).

Il fatto è che l’investimento immobiliare non dovrebbe essere l’acquisto di un immobile dove andare ad abitare: in questo caso infatti, gli esperti non parlano di investimento ma di costo (si compra un immobile che non produrrà nessun profitto ma solo costi accessori per il mantenimento dell’abituazione).

Certo, acquistare un immobile ad un buon prezzo è sicuramente un affare, ed in periodi di crisi economica, spesso, si possono trovare degli affari davvero interessanti, ma di fondo il problema è quello di cui parlavamo prima: se si acquista a buon prezzo un immobile per andare ad abitare, chiaramente questo non produrrà nessun guadagno e comporterà dei costi (trasloco, piccole ristrutturazioni, …).

Il vero investimento immobiliare è un investimento che deve subito portare delle entrate, per ripagare i costi di acquisto, per ripagare il mutuo o per non spendere soldi in un affitto quando ci si trova a lavorare fuori sede.

Secondo poi alcuni siti dedicati al settore immobiliare, andando a vedere i grafici degli andamenti del mercato immobiliare, il settore è in calo da diversi anni (addirittura da luglio 2014) con un prezzo medio sceso anno dopo anno fino a toccare nel 2016 i minimi storici.

Quindi è molto importante chiedersi e domandarsi se davvero conviene oggi investire nel settore immobiliare o se è meglio investire in altri settori, cercando magari altre fonti di reddito e di entrate automatiche.

Per chi davvero vuole investire nel settore immobiliare, infine, bisogna tenere in considerazione un aspetto molto importante: il mercato immobiliare si muove per cicli e nel lungo periodo, secondo alcuni esperti, cresce sempre: l’ultimo picco del settore, ad esempio, si è registrato intorno al 2000.

Nei prossimi anni inoltre, secondo le informazioni economiche e le mosse della BCE (vedi anche il famoso Quantitative Easing) i mutui aumenteranno: aumentando i mutui e quindi la quantità di denaro immesso nel mercato, teoricamente i tassi di interesse dovrebbero scendere, rendendo così possibile accendere un mutuo a tassi più contenuti.