Category: Curiosità

Come Affrontare la Gelosia Tra Bambini

Come Affrontare la Gelosia Tra Bambini

I bambini tendono a volere per sé tutte le attenzioni dei genitori, dei nonni ma anche delle maestre quando inizia il periodo scolastico.

La gelosia è quindi un sentimento piuttosto frequente nei bambini e si manifesta soprattutto con l’arrivo di un nuovo membro in famiglia, magari un fratellino od una sorellina, ma anche con l’arrivo di un nuovo compagno a scuola che in un certo senso rompe gli equilibri del bambino.

D’altronde per quanto desiderato, l’arrivo di un nuovo bambino in famiglia sconvolge gli equilibri anche di noi adulti, quindi è assolutamente legittimo che questo possa accadere anche in un bambino, che si vedrà tolte tutte le attenzioni che prima erano concentrate tutte su di sé.

Ma ci sono dei piccoli consigli che possiamo seguire per indirizzare al meglio questo sentimento che, se non gestito in maniera corretta, potrebbe sfociare anche in una forma di violenza del bambino nei confronti del nuovo arrivato.

 

Comprendere il Suo Disagio

Il primo passo è quello di comprendere il suo disagio parlandone direttamente con lui o lei.

Sarebbe corretto fargli capire che avrà una nuova responsabilità nei confronti del piccolino. In questo modo il bambino si sentirà caricato di un compito importante e si sentirà preso in considerazione creando un legame di complicità con i genitori che creerà un rapporto anche più forte.

 

Coinvolgerlo in tutte le Fasi

Un altro aspetto fondamentale è quello d riuscire a coinvolgere il primogenito in tutte le fasi: dalla gravidanza, alla nascita e alla crescita del fratellino o della sorellina.

Già nel periodo gestionale della mamma si potrà iniziare a far scegliere al primogenito un indumento da acquistare per il nuovo arrivato e una volta nato coinvolgerlo nel suo accudimento magari al momento del cambio del pannolino, del bagnetto o al momento della pappa.

 

Insegnarli la Condivisione

Altro aspetto importante è la gelosia che il bambino più grande proverà nei confronti dei suoi giocattoli, dei suoi spazi e cercare di fargli capire che ora è arrivato il momento di condividere potrebbe risultare per il genitore un’impresa impossibile, ma così non è.

Forse inizialmente risulterà difficile ma è importante ricordare sempre che noi siamo il primo esempio che i bambini prenderanno in considerazione. Quindi è fondamentale creare in famiglia un clima di condivisione e non soffermarsi solamente a spiegarlo a parole perché i bambini tendono ad assimilare molto di più quello che il genitore è, e non quello che dice.

Questo sarà il primo passo da affrontare che sarà successivamente seguito da parole di apprezzamento e lode nel momento in cui il bambino manifesterà un atteggiamento di condivisione con un altro bambino.

 

Cose da Evitare

Assolutamente evitare di sgridare o punire il bambino nel momento in cui manifesterà il suo sentimento di gelosia. Commettere questo errore vorrebbe dire alimentare ulteriormente la sua gelosia perché, ricordiamo sempre che, ciò che loro cercano sono solo attenzioni da parte nostra.

Al contrario cerchiamo invece di dimostrargli che resterete sempre il loro porto sicuro anche con l’arrivo di un nuovo bambino e che niente potrà cambiare il vostro amore per loro.

Inoltre quando anche l’ultimo arrivato sarà cresciuto dovrà imparare a condividere i suoi giochi ed i suoi spazi e non dovrà essere sempre accontentato, aspettandosi che vengano esauditi tutti i suoi desideri. Questo è utile per evitare che questo atteggiamento venga riportato successivamente in ambito scolastico quando si ritroverà a confrontarsi con i suoi nuovi compagni.

I migliori scooter da acquistare a basso prezzo

migliori scooter

Il mercato degli scooter economici è molto appetibile in questo momento in cui bisogna limitare l’affollamento sui mezzi pubblici a causa del Covid. Le persone optano per uno spostamento con i propri mezzi e, poiché l’economia e il budget di molti si sono ridimensionati, si pianifica non più un investimento per un’auto nuova ma per scooter economici per avere più autonomia nel traffico e costi di gestione ridotti.
Chiaramente, quando si parla di scooter a basso prezzo, bisogna prendere in considerazione solo quelli sotto i 125 cc ovvero che possono essere guidati con la patente b, la stessa rilasciata per la guida dell’auto.
In questa guida riportiamo l’elenco dei migliori scooter presenti sul mercato in ordine di prezzo crescente:

  • 1) Keeway Logik 125 cc.d
    Di fattura cinese, ha un ottimo rapporto qualità prezzo Costa €1990 con qualità delle finiture e dei materiali compatibili con il suo prezzo ridotto.
  • 2) Suzuki Andress IIO.
    Costa €2149. Considerando l’accessibilità del prezzo, offre una qualità costruttiva degna del marchio Suzuki. Nel prezzo è compreso un casco integrale posizionato sotto la sella. Con motore ad iniezione percorre quasi 50 km con un litro. Il cruscotto è minimalista, il freno posteriore a tamburo ma è dotato di doppio cavalletto, come predetto un vano sella capiente capace di contenere un casco integrale e il portapacchi è pronto per accogliere un bauletto. E’ molto comodo nonostante sia compatto ed ha una buona tenuta di strada.
  • 3) Honda Vision IIO.                                                                                                                                                                                                                  Molto robusto, essenziale e con rifiniture curate è caratterizzato dalla raffinata tecnologia onda punto costa €2590.
  • 4) Sym Simphony 200 STC.
    Made in Taiwan, vista €2600 con ABS integrato per una guida sicura e confortevole. Le luci anteriori sono al led, tecnologia che consente una straordinaria illuminazione sia diurna che notturna con una notevole durata nel tempo. Il bauletto è di serie. Rappresenta il modello ideale per chi deve muoversi ogni giorno in città e districarsi in un intenso traffico. È maneggevole ed agile. Addirittura è dotato di porta USB e di strumentazione moderna sia analogica che digitale.
  • 5) Piaggio Liberty 150 ABS.
    Il 125 di cilindrata e il 150 di cilindrata hanno lo stesso prezzo di €2610. Chiaramente la cilindrata da 150 offre prestazioni migliori è più brillanti.
  • 6) Yamaha D’elight 125.
    A €2649, è particolarmente amato dalle ragazze per muoversi in città. Al prezzo abbordabile si aggiunge un moderno ed efficiente motore euro 5. Recentemente la Yamaha ha modificato ne ha modificato il peso, rendendolo una “piuma” e proponendo una versione aggiornata sia per quanto riguarda il motore che lo stile. Particolari sono le sue nuove maniglie (pensate per rendere facile il parcheggio) e l’ampio vano portaoggetti che permette alla sella di contenere anche un casco integrale.
  • 7) Peugeot Tweet 150 ABS.
    Il modello da 150 di cilindrata si attesta sui €2649. La sua sella è molto confortevole per due passeggeri ed è assistito, a questo prezzo, da ABS durante la frenata.
  • 8) Lambretta V. special 50.
    Italianissima, punta sull’alta qualità costruttiva, praticità e possibilità di personalizzare il parafango (scegliendolo in vari colori) e fiancatine al costo di €2899.
  • 9) Askoll eS2.
    È uno scooter italiano, leggero, piccolo e soprattutto elettrico . Adatto per spostarsi in città. La sua sella è biposto ed è dotato di portapacchi al quale si può agganciare un bauletto. Il suo costo è di €2990.

    Per chi è ancora indeciso sugli scooter economici da comprare, ricordiamo quanto sono perfetti per muoversi in città anche quelli elettrici. I cosiddetti e-scooter offrono un notevole risparmio: al momento è previsto un eco-bonus per acquistarli fino al 40% del loro prezzo (fino a 4000 €) in caso di rottamazione di uno scooter e del 30% del prezzo di acquisto (fino a 3000€) senza rottamazione .
    Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2020 per richiedere l’eco-bonus riservato esclusivamente ai veicoli elettrici.

Coltivazione cannabis, legale ora?

Coltivazione cannabis

Parlare di coltivazione legale della cannabis è una questione molto delicata e difficile. Però in Italia, negli ultimi anni, grazie in primis agli interventi normativi che si sono susseguiti nel tempo e alle pronunce della Corte di Cassazione, è in notevole aumento la sua produzione legale.

Cannabis: coltivarla in Italia nel 2020 è legale?

Il quadro di riferimento normativo che regola la sua coltivazione è il DPR 9 ottobre 1990 n. 309 c.d. testo Unico sulle sostanze stupefacenti e la legge n. 242 del 2 dicembre 2016 “disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera Agro industriale della canapa”. Dal combinato disposto dal suddetto D.P.R. e la suddetta legge si evince che: chi coltiva, chi detiene, chi produce, chi vende, chi distribuisce, ecc..) è punibile con la reclusione dai 6 ai 20 anni e con la sanzione pecuniaria dai € 260 ai € 260000. Alcune sentenze della Cassazione, tra le quali la n. 12198 del 19 marzo 2019, escludevano la sanzione penale qualora si potesse provare l’assoluta inoffensività della produzione. In particolare: la coltivazione della marijuana è innocua quando la produzione della sostanza è irrilevante e non vi è pericolo di diffusione tra le persone della sostanza. Il 19 dicembre 2019 la Cassazione, riunita a Sezioni Unite, ha statuito che “la coltivazione di un modesto numero di piante di cannabis ad uso personale non è punibile penalmente”. Decisione storica da parte della massima espressione della giurisprudenza in ambito di legittimità procedurale. Le sezioni unite della Cassazione dunque hanno confermato l’orientamento precedente stabilendo che “devono ritenersi esclusi dalla punibilità penale le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusivo all’uso personale del coltivatore”.
Quindi, coltivare marijuana ad alto contenuto di THC rimane ancora illegale, poiché la legge italiana sugli stupefacenti non è cambiata, però le Sezioni Unite della Cassazione ad oggi depenalizzano la coltivazione della marijuana se è modesta e se è destinata solo all’uso personale e non alla divulgazione e spaccio. Ciò non vuol dire che coltivare marijuana sia legale, ma che, chi la effettua indoor, ad alto contenuto di CBD (detta light poiché con THC < 0,2% all’articolo 17 della direttiva CE n. 53 2002 ) per uso personale e non superando un certo numero di piante, sarà punito solo con una ammenda e non con la reclusione.

Alla luce della normativa vigente coltivare cannabis a casa è, dunque, legale?

La risposta è affermativa: la Legge italiana non solo riconosce la piena ammissibilità nella coltivazione della cannabis ma elimina anche l’obbligo di richiedere l’autorizzazione alle autorità competenti per poter procedere alla semina. Quindi chiunque può occuparsi di questo tipo di coltura purché si tratti di semi che appartengono alla lista approvata dall’Unione Europea. Il Ministero della Salute ha esteso anche alle aziende agricole e ad alcuni enti la possibilità di coltivare la marijuana: dimostrando di aver avviato una coltivazione agli scopi previsti dalla legge numero 242 /2016, essi possono occuparsi della coltura della cannabis light per le seguenti attività:

  • coltivazione e trasformazione;
  • incentivo dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere locali;
  • sviluppo delle filiere territoriali;
  • produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovative per industrie;
  • realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

Per le imprese, chiaramente, i protocolli sono molto rigidi. È anche prevista la preparazione e l’aggiornamento del personale medico e sanitario in merito delle potenzialità mediche e terapeutiche della cannabis e sono previste delle preparazioni per agevolare la distribuzione in farmacia con ricetta medica.

Quali obblighi ci sono per la legale produzione della Cannabis?

Gli obblighi di colui che si cimenta nella coltivazione della canapa legale sono solo 2:

  • obbligo di conservare per un periodo di almeno 12 mesi il cartellino che indichi specie e tipologia di semi acquistati per dimostrare che rientrino ad uno dei generi ammessi dalla legge sulle droghe n. 309/90;
  • obbligo di conservare la ricevuta di acquisto dei semi per un periodo non inferiore a 12 mesi che attesti l’acquisto presso un rivenditore autorizzato.

La cannabis legale si coltiva anche con l’aiuto della lampada al LED.

Uno dei metodi più efficaci per coltivare facilmente e velocemente la pianta di canapa è tramite l’utilizzo di lampade al LED e grow box ( cioè piccole serre). Questo tipo di coltivazione apporta i seguenti vantaggi:

  • raccolti di migliore qualità;
  • consumi ridotti di energia elettrica;
  • possibilità di coltivare in qualsiasi momento dell’anno;
  • migliore qualità della luce;
  • ridottissimo rischio che la pianta venga attaccata da parassiti e conseguente risparmio di denaro per pesticidi ottenendo un prodotto più naturale.

Diplomarsi in un anno, ecco come fare!

diploma in un anno

Molti giovani studenti si chiedono se sia davvero possibile diplomarsi in un anno. In effetti, è possibile riiniziare a studiare dopo aver smesso temporaneamente di farlo. Non è una cosa inusuale, infatti, che molte persone decidano di riprendere in mano gli studi e diplomarsi. In questa guida illustreremo come si può fare e che costo ha diplomarsi in un anno.

Perché?

Anche la maggior parte degli studenti riesca a diplomarsi intorno ai 19 anni, da una statistica appare chiaro come quasi la metà degli italiani scelgano di conseguire il diploma più avanti. In particolare, questo dato riguarda il 45% della popolazione.
Chi non continua gli studi e non consegue il diploma generalmente lo fa perché desidera entrare da prima nel mondo del lavoro, dunque per motivazioni di carattere economico.
Tuttavia, non è raro che molte persone se ne pentano, soprattutto per il fatto richiesto che per trovare un lavoro è ormai in possesso del diploma, da inserire nel proprio curriculum. Se rientri tra coloro che hanno scelto di non concludere le scuole superiori, ma ti sei pentito di questa scelta, non disperare: oramai è possibile diplomarsi in un anno, seguendo le lezioni in via telematica e presentandosi nella sede centrale solo per l’esame. Questa scelta è adatta per tutti quelli che non hanno tempo per recarsi a scuola, a causa del tempo o del lavoro.

Vieni a fare?

Come abbiamo anticipato, è possibile conseguire il diploma della scuola secondaria in soli dodici mesi. Ma come si deve fare? Tutto quello di cui necessiterai sarà una connessione internet e seguire i corsi online che ti permetteranno di coniugare perfettamente i vari impegni, specialmente se lavori o se hai già una famiglia. Ciò di cui avrai bisogno sarà un po ‘di buona volontà e di impegno per seguire le lezioni online, e in breve tempo riuscirai a conseguire il tuo diploma.
In ogni caso, le stesse lezioni sono mirate a easy le ore di studio e la formazione in un lasso di tempo di un anno, quindi breve rispetto al diploma classico. A differenza di quanto accade alle superiori, tuttavia, sarai affiancato da un tutor sempre pronto ad aiutarti. Avrete anche a disposizione materiali e dispense, utili soprattutto per studiare in autonomia.

Quanto costa?

A questo punto, passiamo alla parte economica di questo percorso. Beneficiare di un corso online che ti permetta di conseguire il diploma in un anno di studi e di conciliare perfettamente i tuoi impegni familiari e di lavoro, non è gratis ma ha dei costi.
Tuttavia, il prezzo varia a seconda del tipo di diploma che volete conseguire, a seconda che sia uno di maturità classica, scientifica, tecnica o professionale. Inoltre, se le lezioni verranno seguite online il prezzo sarà inferiore rispetto alle lezioni in presenza. In particolare, sarà necessario pagare due diverse tasse:

la tassa per iscriversi all’esame, che è necessario pagare prima di iscriversi al corso, e generalmente il suo prezzo si aggira intorno ai dodici euro (che devono essere pagati per intero);

la tassa per poter ritirare il diploma, che ha un prezzo di quindici euro e che deve essere pagata subito dopo aver conseguito l’esame. Anche questi devono versati in un unico momento.

Naturalmente, è importante ricordare che per poter conseguire il diploma della scuola superiore in un anno è necessario essere in possesso di quello di terza media, e che le stesse ore della lezione dipendono dal tipo di percorso di studi scelti.
Di conseguenza, è possibile affermare che diplomarsi in un anno è possibile, ma è fondamentale essere dotati di buona forza di volontà e di pazienza, e soprattutto non perdere le lezioni sebbene non sia obbligatorio seguirle. Tra i vantaggi di questa scelta vi è sicuramente il fatto che alleggerisca il carico di tutti coloro che decidono molto tempo al lavoro e alla famiglia, e che avrai un percorso didattico su misura per te.

Verbi irregolari in inglese, quali sono e come comprenderli

Introduzione alla tabella completa dei verbi irregolari

I verbi irregolari sono chiamati così in quanto non seguono le regole classiche della coniugazione nei diversi tempi verbali.
All’interno della grammatica inglese, si registrano circa 200 verbi irregolari, che è bene memorizzare per un corretto uso sia della lingua parlata che della lingua scritta.
Per i verbi regolari è prevista l’aggiunta del suffisso -ed alla forma base, ovvero al verbo all’infinito: to love (amare) e to play (giocare) si trasformano nella forma al passato loved e played.
Per quanto riguarda i verbi irregolari, invece, all’apparenza sembra non esistere una regola per formare il simple past, il past participle e la forma passiva: to fall (cadere) all’infinito diventerà fell (simple past) e fallen (past participle).
Per interpretare una tabella completa dei verbi irregolari in inglese, occorre sapere che, di solito, sulla colonna di sinistra sono riportati tutti i verbi all’infinito, su quella centrale e di destra si trovano i verbi coniugati al passato semplice e al participio passato e su quella finale compaiono la/e traduzione/i in italiano.

I diversi tipi di verbi irregolari

Esistono delle particolari categorie entro cui possono essere raggruppati i verbi irregolari.
Nella prima categoria, si possono collocare i verbi “essere”, “avere” e “fare”, che vengono adoperati come ausiliari e rappresentano quelli più comuni e importanti:

  • to be (simple past: was/were – past participle: been)
  • to have (simple past: had – past participle: had)
  • to do (simple past: did – past participle: done)

Nella seconda, si trovano i verbi che non cambiano di forma, ad esempio to put (simple past: put; past participle: put). Tra questi ci sono i verbi:

  • to bet (scommettere)
  • to cost (costare)
  • to cut (tagliare)
  • to hurt (ferire)
  • to let (lasciare)
  • to put (mettere)
  • to read (leggere)
  • to set (porre)

Nella terza, si collocano i verbi che cambiano una loro vocale, ad esempio to come (simple past: came; past participle: come). Tra questi ci sono i verbi:

  • to become (diventare)
  • to begin (iniziare)
  • to dig (scavare)
  • to drink (bere)
  • to forget (dimenticare)
  • to run (correre)
  • to shine (brillare)
  • to swim (nuotare)
  • to win (vincere)

Nella quarta, si raccolgono tutti quei verbi che, una volta declinati, cambiano totalmente forma; ad esempio to bring (simple past: brought; past participle: brought). Tra questi ci sono i verbi:

  • to catch (prendere)
  • to fight (combattere)
  • to find (trovare)
  • to seek (cercare)
  • to take (prendere)
  • to teach (insegnare)

Inoltre, alcuni verbi possono assumere o una forma regolare o una forma irregolare. Fra questi troviamo, ad esempio, to burn (bruciare) e to dream (sognare) che al simple past diventano burned o burnt e dreamed o dreamt.

Come comprendere i verbi irregolari

Nonostante questa possa sembrare una pratica difficile e “inutile”, per comprendere al meglio i verbi inglesi irregolari, risulta fondamentale impararli a memoria
Come punto di partenza, si può tentare di memorizzare i verbi irregolari più utilizzati nella vita quotidiana, come “to be”, “to begin”, “to come”, “to do”, “to feel”, “to find”, “to get”, “to give”, “to go”, “to have”, “to hear”, “to hold”, “to keep”, “to know”, “to leave”, “to make”, “to mean”, “to put” e “to read”. In seguito, sarà più facile fissare in memoria i verbi più “sconosciuti”.
Fra i metodi più efficaci per comprenderli e ricordarli rientra la ripetizione regolare di questi ad alta voce. Questo non significa che vanno memorizzati tutti insieme; ne bastano pochi per volta. Più si fa pratica e più sarà facile richiamare alla mente un numero maggiore di verbi irregolari.
Un altro trucchetto utile per tenere a mente i diversi verbi è quello di evidenziare con colori differenti le categorie prima menzionate; ad esempio, si possono colorare di rosso tutti i verbi che cambiano totalmente di forma e di giallo tutti quelli che cambiano una vocale etc.
Anche riscrivere una tabella completa dei verbi irregolari un certo numero di volte può aumentare la probabilità di memorizzazione.

Moda fashion Curvy: ad ognuna il suo abito perfetto

È un concetto ormai passato quello che vede i modelli d’abbigliamento fashion con una sola ed unica taglia.

Oramai il modello curvy spopola sempre più ed è possibile prendere alcuni spunti e numerosi suggerimenti per outfit alla moda anche su numerosi portali dedicati all’abbigliamento curvy on line dove è disponibile un’ampia gamma di modelli e di stili.

I punti cardine dell’abbigliamento curvy sono quelli di puntare a mettere in evidenza con sapienza quelli che sono i punti forti del proprio fisico.

Come in tutti i campi, esistono delle regole non scritte per l’abbigliamento curvy che sarebbe meglio osservare.

Aldilà di qualsiasi frase fatta bisogna ricordare che ognuna può esser bella a modo suo; la semplicità è la prima parola d’ordine, meno orpelli vi sono più la sobrietà potrà premiare.

Nell’immaginario erotico collettivo, oramai, il modello curvy è sempre più apprezzato: basti pensare che anche la Pirelli ha scelto una modella curvy per il suo celebre calendario.

La cosa più importante è la proporzione: se una ragazza è alta 1 metro e 80 con una taglia 46, difficilmente sarà accostata ad una curvy, così come una alta 1 metro e 60 con una taglia 44, potrebbe esserlo.

Uno dei segreti è quello di camminare a testa alta, senza pensare alla taglia che si porta o ai centimetri del giro vita. Prendersi cura di se stessi è il primo viatico per la strada giusta da seguire.

Chi ha qualche rotondità in più ha una caratteristica, non un difetto: le forme, se si è in salute, sono seducenti e quei dettagli servono a render unici.

C’è una sottile differenza tra il rendersi conto che certi abiti sono inadatti per una ragazza curvy e il non poterselo permettere.

L’autostima è fondamentale, diviene l’ingrediente fondamentale per non rendervi schiave di un preconcetto.

Il sentirsi bene con sé stesse è importantissimo e questo deve essere il primo incipit per far sì che tutto sia perfetto.

I vestiti e gli accessori giusti devono essere scelti con cura, devono essere valorizzanti al 100% e, con le giuste attenzioni, potreste essere davvero uniche.

Ad oggi, infatti, una donna curvy può tranquillamente indossare anche un capo che sia elegante e alla moda a prescindere dalla taglia

Mettere in mostra i lati positivi

Il mostrare le proprie forme non è volgare se fatto con stile.

Valorizzando a pieno le formosità non significa essere sfacciate, ma soltanto voler evidenziare dei punti forti del proprio corpo.

Il trovare un proprio stile può essere fondamentale: casual, sportiva, elegante o raffinata è soltanto una scelta vostra, l’ingrediente segreto è sentirsi bene con sé stesse e quando ci si guarda allo specchio.

Anche i giusti accessori aiutano non poco a valorizzarsi, una borsa o una collana potranno sicuramente dare luce a tutto l’insieme.

L’importante è che si scelga il tutto con cura, deve essere tutto abbinato perfettamente, soprattutto perché un accessorio che non sposa alla perfezione col resto risalta e questo potrebbe, inevitabilmente, mettervi in secondo piano.

Anni fa c’era una netta differenza nell’abbigliamento tra le cosiddette taglie piccole che erano considerate la normalità e quelle che oggigiorno, per fortuna, si chiamano curvy e danno la possibilità anche alle formose di sentirsi seducenti e belle.

Bitcoin: cosa sono e come averli

bitcoin

Fare un investimento che nel giro di poco tempo possa portare ingenti profitti è il sogno di molti risparmiatori. Da qualche anno i bitcoin sono al centro dell’attenzione proprio per questo motivo: in rete si trovano testimonianze di persone che grazie a questa valuta virtuale hanno ottenuto importanti guadagni economici.

Ma davvero i bitcoin sono uno strumento sicuro e facile per aumentare le proprie entrate?

Questa moneta virtuale è un’alternativa interessante per chi vuole diversificare i propri investimenti; ma perché non sia uno spreco di denaro e di tempo, bisogna avere la pazienza di capire i meccanismi alla base della sua creazione e della sua gestione.

COSA SONO I BITCOIN

La prima cosa da sapere è che i bitcoin non esistono fisicamente: è una valuta virtuale che non prevede la stampa di banconote o il conio di monete.
I bitcoin sono stati ideati da un gruppo di programmatori conosciuti con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, i quali hanno progettato un sistema di scambio da computer a computer utilizzando un complesso sistema di criptografia (da qui deriva l’appellativo di cripto-valuta).

UNA MONETA INDIPENDENTE

Il 2008, anno in cui il progetto bitcoin viene alla luce, fu un anno terribile dal punto di vista finanziario: il mondo economico si stava ancora riprendendo dalla crisi causata dalle speculazioni di grossi gruppi di credito e da società finanziarie.
l bitcoin nascono con l’obiettivo di essere indipendenti e non vincolati dalle azioni delle banche; il loro valore non viene stabilito da un istituto ma è il semplice risultato dell’iterazione tra domanda e offerta.
Questa loro libertà dai canonici istituti finanziari li ha resi pratici da usare in tutto il mondo, dato che non necessitano di conversioni e di sportelli per la loro gestione.

PRIMI PASSI PER GESTIRE I BITCOIN

Per poter iniziare ad accumulare bitcoin bisogna innanzitutto aprire un portafoglio virtuale detto “wallet”. Basta scaricare sul PC uno dei tanti programmi nati appositamente per questo scopo ed in pochi passi si potrà aprire un portafoglio da cui gestire le transazioni di ricezione ed invio di cripto valuta.
In alternativa esistono dei siti che mettono a disposizione dei “wallet” già pronti all’uso, basta iscriversi per poter avere accesso a questa funzione.

COME AVERE I BITCOIN

  • GENERALI
    Il primo metodo a disposizione è quello della generazione; questo processo conosciuto come “mining” richiede competenze informatiche non alla portata di tutti.
    La generazione della valuta da un computer è un processo dal tratto unico e rivoluzionario: chi possiede le attrezzature di calcolo necessario può essere in grado di produrre cripto-moneta in autonomia.
  • UTILIZZARE PIATTAFORME SUL WEB
    Chi non può permettersi l’investimento iniziale o chi non ha le competenze, si può appoggiare a delle piattaforme presenti sul web che mettono a disposizione strumenti adatti alla generazione dei bitcoin. La filosofia di questi siti è quella di condividere tra un elevatissimo numero di PC la potenza di calcolo necessaria al “mining”; ammortizzando in maniera decisa i costi delle attrezzature e semplificando tutto il lavoro informatico richiesto.
  • ACQUISTARE
    Il metodo più alla portata del investitore medio è quello di comprarli attraverso una classica transazione economica.
    I bitcoin oggi sono sempre più usati e sono in costante aumento le modalità con cui reperirli: di recente nelle grandi città sono stati installati dei bancomat dove, a fronte di un’immissione di contante è possibile ricevere della valuta virtuale da trasferire nel proprio “wallet”.
    Altre soluzione sono gli exchange, ossia dei siti dove avviene un vero e proprio scambio: molto usati per la possibilità di essere consultati anche tramite lo smartphone, sono tra le soluzioni migliori per avere bitcoin grazie alla molteplici possibilità di pagamento accettate e per l’alto livello di sicurezza delle transizioni che garantiscono.

Festa del papà: come onorare e memorizzare questa ricorrenza

festa del papà

La festa del papà, celebrata in tutto il mondo, cade in periodi diversi nei diversi Paesi e si festeggia con riti e consuetudini proprie di ogni cultura. Ormai consolidata, questa ricorrenza ha origini relativamente antiche: sembra sia stata istituita in America nel 1908 dalla chiesa metodista in West Virginia, che decise di celebrarla il 5 giugno.
Da noi, in Italia, la festa coincide con le celebrazioni in onore di S. Giuseppe è il legame non è casuale: San Giuseppe è il padre che rappresenta nel migliore dei modi il sacrificio e l’amore incondizionato per un figlio.

1. Onorare la festa del papà

Prendere spunto dalle tradizioni del nostro e di altri Paesi del mondo e, magari, rielaborarle per esprimere in maniera del tutto personale il proprio desiderio di onorare il padre, è un modo semplice ed efficace di dimostrare l’affetto.
Non servono grandi cose né costosi regali: il legame tra un padre e un figlio è uno dei più forti e importanti, ma può essere espresso con spontaneità e semplicità: un disegno o un augurio sincero valgono più di qualsiasi costoso regalo.

La festa del papà cade anche in un periodo dell’anno che segna il passaggio dal freddo inverno alla primavera: per questo, ancora oggi, in occasione di questa celebrazione, si accendono fuochi per propiziarsi l’arrivo del tepore primaverile. Portare papà in spiaggia, accendere un falò e saltarci sopra insieme (come si usa fare in Sud America), è un modo originale e carino di esprimere il legame solidale tra padre e figlio, dimostrando l’intenzione di proseguire il percorso della vita insieme, superando insieme anche gli ostacoli.

2. Come rendere il 19 marzo un giorno speciale

Lo scopo della festa deve essere far sentire importante il papà, dimostrargli gratitudine e prendersi un po’ di tempo per stare insieme.
Quindi, si può dedicare la giornata a farlo stare bene: ad esempio, preparandogli la colazione e servendogliela a letto.
Per farne un evento che coinvolga tutta la famiglia, è bene organizzare qualcosa da fare tutti insieme: quindi, proseguire la giornata andando a fare una passeggiata in spiaggia, allestendo un pic nic al parco, assistendo ad un evento sportivo o ad uno spettacolo, andando a giocare a tennis o a pescare insieme.

Complici i primi giorni di primavera si può organizzare un barbecue o, se il tempo non permette, preparare un pranzo speciale da concludere con il suo dolce preferito.

3. Conta il pensiero: un concetto che vale sempre

Il 19 marzo, essendo il giorno dedicato a San Giuseppe è una data che simbolicamente rappresenta lo speciale rapporto del papà con i figli e non importa se biologico, adottivo o legale: tutti possono essere genitori ma il vero papà è colui che si prende cura dei propri figli quotidianamente, se necessario anche sacrificando sé stesso in favore loro.

Quindi, ricordare il tempo trascorso insieme e i ricordi che ne derivano, sono il più significativo e gradito dei regali. Per questo, postare sui social una foto di un momento condiviso con lui è un pensiero semplice, ma efficace, che gli comunicherà affetto e gratitudine.
Meglio ancora decidere di scrivergli una lettera, nella quale esprimere i sentimenti verso di lui, oppure inviargli un regalo, se è lontano: un pensiero inaspettato è sempre il dono più apprezzato.

4. Fare della festa del papà un giorno da ricordare

Se si vuole fare qualcosa di “concreto”, allora si può creare un cesto regalo per papà e riempirlo con dolci e fiori, così come si usa fare in Inghilterra.
Un regalo è ancora più gradito se viene personalizzato: quindi, accompagnarlo con un biglietto scritto a mano, sarà il modo più efficace per fissare nella memoria il momento in cui lo avrà ricevuto.

Organizzare una vera festa in onore del papà è certamente un pensiero importante: il tempo speso per organizzarla farà parte delle dimostrazioni d’affetto e sarà un regalo in più.
Riunire tutta la famiglia e invitare qualche suo caro amico completeranno la festa: papà sarà felice di ricevere un disegno, un pensiero scritto, una canzone che ama particolarmente, una poesia che rappresenti il rapporto speciale che intercorre tra padre e figlio.

Bello anche ricordare le esperienze condivise, creando uno speciale album fotografico con i momenti più significativi del tempo trascorso a divertirsi insieme. I sorrisi fissati sulle foto, da riguardare insieme e anche dopo, saranno il modo più carino per non dimenticare istanti che, anche se ormai passati, avranno sempre un significato importante.

Altra cosa importante e memorabile, può essere l’acquisto (in regalo) di magliette per la festa del papà, personalizzabili e facilmente reperibili in rete, su siti specifici, oppure nei negozi fisici.

Diplomarsi velocemente grazie agli enti certificati

Il diploma, oggi giorno, è un titolo necessario. Serve per poter accedere all’Università ma anche per poter partecipare a concorsi pubblici e privati. Infine, durante un colloquio di lavoro, il possesso di un diploma, soprattutto se propedeutico al tipo di impiego ricercato, è requisito fondamentale. Per diversi motivi, però, può capitare che non si sia riusciti a conseguirlo. Una maternità improvvisa, un lavoro inaspettato che ha assorbito tutto il tempo, o semplicemente un’attitudine allo studio recuperata solo in età adulta, possono avere interferito con il conseguimento di questo titolo di studio. Niente paura, perché grazie agli enti certificati, è possibile in qualunque momento recuperare gli anni persi, conseguendo diplomi in un anno. È ciò che vedremo in questa guida.

Diplomarsi velocemente: è possibile anche da casa

Il primo impedimento che spesso si incontra quando si valuta l’idea di diplomarsi in età adulta è quello del tempo. Impegni di lavoro, o di tipo casalingo, o magari sportivi, potrebbero far desistere chi volesse recuperare anni di studio persi. In questo senso gli istituti certificati fanno la differenza, perché permettono non solo il recupero di diversi anni in uno, ma anche la possibilità di studiare da casa e poi sostenere l’esame finale. La raccomandazione naturalmente è sempre quella di verificare la certificazione degli enti che sono riconosciuti dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca). Come funzionano questi centri?
In ogni città sono presenti dei centri che è possibile frequentare sia con lezioni in aula sia online. Le lezioni si svolgono in questo caso in videoconferenza, con docenti preparati abilitati. I programmi a cui si attengono queste scuole sono naturalmente quelli licenziati dal Ministero dell’Istruzione, affinché gli studenti siano poi in grado di conseguire la stessa istruzione che avrebbero conseguito a scuola, solo in maniera agevolata. Tutto quello che serve è una connessione ad Internet e la buona volontà. Riprendere a studiare dopo tanto tempo può essere una questione delicata, sia culturalmente che psicologicamente, ed è per questo che tali istituti prevedono spesso un personal coach, cioè un docente in grado di supportare e seguire l’alunno durante il suo percorso. Gli indirizzi di studio naturalmente sono onnicomprensivi, cioè si può conseguire uno dei diplomi previsti dalla normativa vigente, che poi si potrà spendere per un concorso o per aumentare la qualità del proprio impiego lavorativo. Il tutto anche conseguendo diplomi in 1 anno anziché nei canonici 5. La qualità però è sempre garantita.

Diplomi in un anno: le direttive del Ministero

Proprio sul sito del Ministero è possibile prendere visione degli istituti in questione. Sullo stesso sito si può leggere come accanto a questi istituti ve ne siano altri che integrano l’offerta didattica. Questo mostra l’attenzione che il sistema scolastico pone a chi, per qualunque motivo, è rimasto indietro. La nuova normativa è in vigore dall’anno scolastico 2014/2015.
Si tratta in questo caso dei cosiddetti CPIA (acronimo di Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti). Come si legge sul sito tutti possono iscriversi a questi centri territoriali, e in particolare:

  • gli adulti, anche di nazionalità straniera, che vogliono conseguire il diploma;
  • i ragazzi di almeno 16 anni che vogliano conseguire lo stesso titolo ma che per qualunque motivo possono dimostrare di non poter frequentare una regolare scuola.

Diplomi in un anno: l’esame finale

Una domanda che spesso ci si pone quando si valuta l’idea di conseguire in diploma in un anno è ‘ma è valido quanto il normale percorso di istruzione?’. La risposta naturalmente è si, e lo si nota dal fatto che il diploma viene poi rilasciato dal ministero dell’Istruzione previo regolare esame di stato. Ciò significa che non è l’istituto presso il quale si è studiato a diplomare i suoi alunni organizzando paralleli esami di maturità. Il candidato potrà infatti iscriversi regolarmente all’esame di stato presso uno degli istituti scolastici ‘classici’ presenti sul territorio come esterno. Per questo i programmi che gli istituti preparano per permettere il conseguimento dei diplomi in un anno sono quelli del Miur. Proprio per il fatto che alla fine il candidato sarà messo nella condizione di diplomarsi come tutti gli altri. In definitiva quindi, è possibile recuperare gli anni persi senza sentirsi in colpa e soprattutto senza credere di non poter cambiare la propria situazione culturale. Basta solo un pizzico di buona volontà e la certezza di affidarsi ai professionisti.

Compressori d’aria: attenzione al prezzo

Scegliere il compressore d’aria che fa al proprio caso non è facile perché sono tanti i fattori che occorre considerare.

Al giorno d’oggi, i modelli presenti sul mercato sono tanti e variegati e talvolta molte persone pur di risparmiare qualche soldo rivolgono l’attenzione a prodotti alquanto scadenti e dunque, dalle prestazioni poco affidabili.

È chiaro che se l’intento è quello di acquistare un buon compressore la prima cosa su cui bisogna soffermarsi sono le caratteristiche che lo contraddistinguono da altri modelli, mentre un discorso a parte merita la questione “prezzo”.

Per chi è alla ricerca di prodotti di alta qualità a prezzi competitivi sul mercato, Ati Compressori Srl mette a disposizione la massima professionalità ed esperienza al fine di orientare il cliente verso la giusta scelta da compiere.

Prodotti a prezzi ridotti, sono affidabili

Escludendo l’offerta dell’ultimo minuto, molto spesso, anzi nella maggior parte dei casi, c’è da diffidare dalle aziende che offrono prodotti a prezzi bassissimi soprattutto se si tratta di compressori d’aria.

Quando il costo è relativamente basso significa che la qualità è molto scarsa sia dei componenti nonché dei materiali.

L’importanza dei materiali

Molti sottovalutano tale parametro, ma la qualità dei materiali è necessaria testarla, naturalmente nel limite del possibile.

Un compressore d’aria non è costituito da tantissimi materiali, ma è importante ugualmente verificare se sono solidi, robusti e soprattutto resistenti, altrimenti è chiaro che tale mezzo non durerà tanto tempo.

Il serbatoio deve essere dotato di un telaio in metallo solido e resistente, mentre le parti esterne devono essere ben assemblate in modo tale che i circuiti interni siano ben protetti.

Un altro aspetto che è opportuno verificare è la qualità delle ruote e della maniglia perché se dovrebbero usurarsi o addirittura rompersi, è chiaro che trasportare l’oggetto da un luogo all’altro sarà molto difficile o addirittura impossibile se si tratta di compressori di tipo industriale.

Stesso discorso vale anche per i compressori d’aria portatili.

Occorre verificare che i materiali esterni siano solidi e comunque realizzati seconda le normative vigenti UE.

Per avere la certezza di quanto detto, basta leggere attentamente la dicitura sulla confezione.

In realtà, ci sarebbe un altro dato che sarebbe opportuno valutare ovvero la qualità dei componenti interni, tuttavia, questo giudizio non è possibile darlo ma affidandosi ad un’azienda leader da tantissimi anni con comprovata esperienza si potrà ugualmente stare sereni e procedere con l’acquisto.

Un’azienda rinomata è sempre sinonimo di alta qualità.

Compressori d’aria, quale tipologia scegliere

Non esiste in questo caso un’unica risposta perché la scelta dipende da molteplici fattori.

Sicuramente un aspetto importante è il tempo di utilizzo, in altri termini se verrà usato in modo sporadico oppure no.

In base dunque, alle proprie esigenze, si potrà prediligere per esempio, un modello a trasmissione diretta con una potenza motore dai 1,5 Hp ai 3Hp, se invece l’intento è quello di usarlo in modo continuo ma non assiduo allora la scelta potrebbe ricadere su un compressore d’aria a trasmissione diretta o a cinghia con la potenza del motore di almeno 2 Hp oppure se l’uso è intensivo allora è doveroso puntare l’attenzione verso modelli caratterizzati da un motore molto potente.