Parlare di coltivazione legale della cannabis è una questione molto delicata e difficile. Però in Italia, negli ultimi anni, grazie in primis agli interventi normativi che si sono susseguiti nel tempo e alle pronunce della Corte di Cassazione, è in notevole aumento la sua produzione legale.

Cannabis: coltivarla in Italia nel 2020 è legale?

Il quadro di riferimento normativo che regola la sua coltivazione è il DPR 9 ottobre 1990 n. 309 c.d. testo Unico sulle sostanze stupefacenti e la legge n. 242 del 2 dicembre 2016 “disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera Agro industriale della canapa”. Dal combinato disposto dal suddetto D.P.R. e la suddetta legge si evince che: chi coltiva, chi detiene, chi produce, chi vende, chi distribuisce, ecc..) è punibile con la reclusione dai 6 ai 20 anni e con la sanzione pecuniaria dai € 260 ai € 260000. Alcune sentenze della Cassazione, tra le quali la n. 12198 del 19 marzo 2019, escludevano la sanzione penale qualora si potesse provare l’assoluta inoffensività della produzione. In particolare: la coltivazione della marijuana è innocua quando la produzione della sostanza è irrilevante e non vi è pericolo di diffusione tra le persone della sostanza. Il 19 dicembre 2019 la Cassazione, riunita a Sezioni Unite, ha statuito che “la coltivazione di un modesto numero di piante di cannabis ad uso personale non è punibile penalmente”. Decisione storica da parte della massima espressione della giurisprudenza in ambito di legittimità procedurale. Le sezioni unite della Cassazione dunque hanno confermato l’orientamento precedente stabilendo che “devono ritenersi esclusi dalla punibilità penale le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusivo all’uso personale del coltivatore”.
Quindi, coltivare marijuana ad alto contenuto di THC rimane ancora illegale, poiché la legge italiana sugli stupefacenti non è cambiata, però le Sezioni Unite della Cassazione ad oggi depenalizzano la coltivazione della marijuana se è modesta e se è destinata solo all’uso personale e non alla divulgazione e spaccio. Ciò non vuol dire che coltivare marijuana sia legale, ma che, chi la effettua indoor, ad alto contenuto di CBD (detta light poiché con THC < 0,2% all’articolo 17 della direttiva CE n. 53 2002 ) per uso personale e non superando un certo numero di piante, sarà punito solo con una ammenda e non con la reclusione.

Alla luce della normativa vigente coltivare cannabis a casa è, dunque, legale?

La risposta è affermativa: la Legge italiana non solo riconosce la piena ammissibilità nella coltivazione della cannabis ma elimina anche l’obbligo di richiedere l’autorizzazione alle autorità competenti per poter procedere alla semina. Quindi chiunque può occuparsi di questo tipo di coltura purché si tratti di semi che appartengono alla lista approvata dall’Unione Europea. Il Ministero della Salute ha esteso anche alle aziende agricole e ad alcuni enti la possibilità di coltivare la marijuana: dimostrando di aver avviato una coltivazione agli scopi previsti dalla legge numero 242 /2016, essi possono occuparsi della coltura della cannabis light per le seguenti attività:

  • coltivazione e trasformazione;
  • incentivo dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere locali;
  • sviluppo delle filiere territoriali;
  • produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovative per industrie;
  • realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

Per le imprese, chiaramente, i protocolli sono molto rigidi. È anche prevista la preparazione e l’aggiornamento del personale medico e sanitario in merito delle potenzialità mediche e terapeutiche della cannabis e sono previste delle preparazioni per agevolare la distribuzione in farmacia con ricetta medica.

Quali obblighi ci sono per la legale produzione della Cannabis?

Gli obblighi di colui che si cimenta nella coltivazione della canapa legale sono solo 2:

  • obbligo di conservare per un periodo di almeno 12 mesi il cartellino che indichi specie e tipologia di semi acquistati per dimostrare che rientrino ad uno dei generi ammessi dalla legge sulle droghe n. 309/90;
  • obbligo di conservare la ricevuta di acquisto dei semi per un periodo non inferiore a 12 mesi che attesti l’acquisto presso un rivenditore autorizzato.

La cannabis legale si coltiva anche con l’aiuto della lampada al LED.

Uno dei metodi più efficaci per coltivare facilmente e velocemente la pianta di canapa è tramite l’utilizzo di lampade al LED e grow box ( cioè piccole serre). Questo tipo di coltivazione apporta i seguenti vantaggi:

  • raccolti di migliore qualità;
  • consumi ridotti di energia elettrica;
  • possibilità di coltivare in qualsiasi momento dell’anno;
  • migliore qualità della luce;
  • ridottissimo rischio che la pianta venga attaccata da parassiti e conseguente risparmio di denaro per pesticidi ottenendo un prodotto più naturale.