Gli infissi sporchi possono essere un problema non soltanto estetico, ma anche di efficienza perché a lungo andare incrostazioni e polvere possono danneggiare i materiali con cui vengono realizzati. Anche se la gamma è praticamente illimitata, gran parte delle porte e delle finestre vengono realizzate in alluminio, PVC, legno oppure combinazioni di questi tre per questioni economiche e di efficienza.

Ognuno di questi materiali deve essere trattato con prodotti che non lo danneggino, ma che riescano a eliminare tutto lo sporco con facilità. Prima di cominciare a pulire, conviene sempre dare un’occhiata alla composizione dei detergenti per non fare danni.

Per ogni materiale sempre prodotti sicuri

Se ci si trova di fronte ad una finestra o una porta con l’intelaiatura in alluminio nudo, solitamente anodizzato, bisogna sempre prestare un occhio per controllare che non sia presente una polverina biancastra molto sottile e farinosa.

Si tratta di un problema ben noto chiamato comunemente cancro dell’alluminio e che a lungo andare può corrodere in profondità l’infisso. Di solito è legata alla presenza di sodio oppure di cloro nei prodotti, quindi è importante leggere la composizione prima di utilizzarli. Per fortuna si tratta di un problema che si forma con molta lentezza, non basta sbagliare una volta detergente per danneggiare le intelaiature.

Per l’alluminio non bisogna mai utilizzare prodotti che contengano alte concentrazioni di cloro oppure soda caustica, perché attaccano la superficie e danneggiano l’anodizzazione in maniera a volte irreparabile, rendendola opaca e permettendo all’ossidazione di penetrare in profondità.

Molto meglio utilizzare un sapone neutro, oppure prodotti a base alcolica, ma se lo sporco è particolarmente untuoso si può anche impiegare benzina e prodotti a base di idrocarburi per eliminare macchie specifiche. In questo caso occorrono le dovute protezioni e bisogna sempre controllare che l’alluminio non sia stato ricoperto con materiale plastico che altrimenti potrebbe anche sciogliersi e riempirsi di bolle. Bastano poche gocce in carta assorbente per trattare piccole macchie indurite, ma bisogna evitare il contatto con le guarnizioni.

Il legno è un materiale molto diffuso per la realizzazione degli infissi, soprattutto per le civili abitazioni, ma di solito non si trova nudo, poiché altrimenti marcisce. I prodotti da utilizzare non devono contenere solventi aggressivi, benzene e trielina, perché sia le vernici idrofobe che quelle a base poliuretanica possono subire danni notevoli.

Molto meglio un panno umido e un sapone neutro, evitando sempre di utilizzare spazzole dure e altri accessori abrasivi, perché potrebbero graffiare la vernice. Esistono comunque spugne dotate di un lato fibroso, simili a quelle per le pentole col fondo in teflon, che rispetta sia il legno che la protezione.

Attualmente moltissimi infissi vengono realizzati o protetti con il PVC, un materiale plastico estremamente robusto, elastico e resistente alla luce solare oltre che a gran parte degli agenti chimici. Infissi di questo tipo possono essere trattati tranquillamente anche con prodotti che contengono cloro e soda caustica per eliminare grasso e unto ostili.

Bisogna sempre evitare idrocarburi, benzina e trielina perché danneggiano superficialmente il materiale, lo rendono poroso e lo opacizzano, lasciando nel migliore dei casi una patina biancastra che tende poi a screpolarsi.

Usare sempre gli strumenti più efficaci

Per quanto riguarda le attrezzature per la pulizia degli infissi, si devono utilizzare spugne, anche montate sulle apposite prolunghe, strizzandole sempre prima di utilizzarle, perché l’acqua in eccesso finirebbe per sporcare in terra senza offrire nessun vantaggio.

Si possono anche utilizzare panni in microfibra, perché riescono a eliminare gran parte dello sporco intrappolandolo e permettono una distribuzione ottimale dei prodotti.

Nel caso di persiane, la strada migliore è sempre quella del panno umido con il detergente, anche se il lavoro può risultare noioso e lungo perché bisogna sempre pulire fra le doghe, specie se sono mobili, per evitare che si possano inceppare.

Anche il vapore oppure un’idropulitrice sono ottime soluzioni per eliminare lo sporco, soprattutto quello particolarmente intenso, ma di solito conviene effettuare un trattamento preliminare per sciogliere le tracce più untuose e indurite che altrimenti potrebbero resistere ad ogni sforzo. La strategia migliore per non dover combattere contro lo sporco più difficile, comunque, resta sempre quella di pulire gli infissi con una buona frequenza.